martedì 22 gennaio 2019
In foto: Il destino della Carim al centro delle riflessioni sul futuro dell'economia riminese alla presentazione del rapporto provinciale. I dubbi di Maggioli. Pasquinelli: "Ci affidiamo a Mediobanca".
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mar 29 mar 2011 19:04 ~ ultimo agg. 00:00
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E’ stato presentato oggi pomeriggio in università a Rimini il rapporto sull’economia della provincia nel 2010, promosso da Camera di Commercio e Fondazione Carim. I dati mettono in luce qualche segnale positivo, ma anche grosse difficoltà per il territorio di passare ad una reale ripresa. Una ripresa che molto dipenderà anche dalle sorti del principale istituto di credito riminese.

La Carim resterà riminese? La riposta a questa domanda può fare la differenza per la ripresa dell’economia locale. Ma le opinioni sono molto discordanti.

Pessimista sull’esito della partita il presidente della Camera di Commercio: “Io credo che difficilmente la Cassa potrà rimanere riminese – ha detto Manlio Maggioli – e la Cassa per noi è un riferimento importante. Voi sapete che banche servono sia per incoraggiare il consumismo agli estremi, facendo del male, ma servono anche quando le aziende hanno bisogno di finanziamenti. Una banca che vive la realtà locale è una banca che è vicina alla nostra economia. Noi questa la stiamo perdendo”.

Di tutt’altro avviso il presidente della Fondazione Carim. Il movimento di azionariato popolare tra imprenditori, cittadini e dipendenti sta prendendo corpo, ma sopratutto è di questi giorni l’accordo con Mediobanca che assisterà la Fondazione nel delicato momento del commissariamento. Risposte sono attese nei prossimi tre mesi. Il contratto di consulenza prevede maggiori introiti per Mediobanca se riuscirà a far si che la maggioranza della Carim resti alla Fondazione.

“Quella di Mediobanca è una grande scelta” ha detto il presidente della Fondazione Carim, Massimo Pasquinelli. “Una scelta dettata da grandi caratteristiche di professionalità, di indipendenza e soprattutto anche di un advisor capace di sostenere il peso di una partita difficile da giocare con Banca d’Italia. Abbiamo scelto quindi anche la forza di un advisor che tratti con autorevolezza nei confronti degli organi di vigilanza, questo proprio per salvaguardare la battaglia di autonomia”.

(Newsrimini)

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