domenica 20 gennaio 2019
In foto: Una terrazza di 350 metri quadrati dove erano state ricavate abusivamente 12 camere, che ospitavano una trentina di turisti. E' l'elemento incriminato che ha portato oggi ai sigilli al sesto piano dell'hotel Mosè di Torre Pedrera.
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gio 19 ago 2010 18:58 ~ ultimo agg. 00:00
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Si tratta, specifica l’Amministrazione Comunale, di un intervento tra quelli già pianificati dalla Polizia Municipale nei riguardi di strutture segnalate per possibili irregolarità, situazioni contro cui l’assessore Gamberini assicura il “Massimo rigore”.
L’Amministrazione fa inoltre sapere di essersi attivata nei confronti degli ex dipendenti della struttura, di concerto con le organizzazioni sindacali, a sostegno di iniziative che possano dare risposte immediate ai loro bisogni.
Ancora più immediata l’iniziativa L’associazione Rumori Sinistri, oltre ad avere organizzato oggi un nuovo presidio di fronte all’albergo, ha inoltre avviato una colletta a favore dei lavoratori (info: lab.paz@gmail.com).

Il resoconto dell’operazione trasmesso dall’Amministrazione Comunale:

Nella giornata di oggi gli agenti degli uffici di Polizia amministrativa e giudiziaria e dell’Edilizia del Comune di Rimini hanno effettuato il sequestro preventivo dell’ultimo piano dell’hotel Mosè, a Torre Pedrera, per una superficie pari a 350 mq.
L’adozione della misura cautelare è dovuta alla verifica che la terrazza coperta esistente alla sommità dell’edificio è stata trasformata in un piano della struttura ricettiva. Precisamente sono state ricavate 12 camere d’albergo, 11 delle quali riservate ai clienti ed una al personale.
Nelle camere abusive erano alloggiati una trentina di clienti tra adulti e bambini; una di esse era vuota, in attesa di essere occupata da un gruppo di cui era previsto l’arrivo imminente. La camera riservata al personale dava accesso anche al vano ascensore ed al vano caldaia, in spregio delle norme sulla sicurezza.
Le operazioni di sequestro hanno richiesto alcune ore per permettere agli ospiti, di ritorno dalla mattinata in spiaggia, di liberare le camere che sono poi state sigillate e messe a disposizione dell’Autorità giudiziaria per i provvedimenti conseguenti. La clientela è stata trasferita in altre camere disponibili nell’albergo o in altre strutture della zona.
Da rilevare che la costruzione si trova a poca distanza dalla battigia, zona che ricade sotto speciale regime di tutela ambientale e paesaggistica, così che ogni modifica non autorizzata assume un carattere di rilievo penale.
A seguito dell’intervento eseguito oggi l’Amministrazione comunale proseguirà la sua attività tesa ad aprire nuovi procedimenti di carattere amministrativo nei confronti dell’hotel Mosè, sulla base della legge regionale che disciplina la concessione delle licenze alle strutture ricettive dirette all’ospitalità e delle sanzioni in essa previste. Sono già state coinvolte le altre autorità preposte alla tutela dell’igiene e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Unitamente agli operatori della Polizia Municipale hanno effettuato un sopralluogo i tecnici del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco che stanno verificando la regolarità della gestione dal punto di vista della prevenzione incendi.

(foto Bove)

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