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Coordinamento Donne Rimini: “Salviamo la Casa della Pace”

Rimini

29 marzo 2010, 11:31

in foto: L'assessore Antonella Beltrami lancia un appello affinchè si salvi. "Un' importante istituzione culturale cittadina che andrebbe semmai valorizzata. Ha svolto un ruolo di supplenza dell'amministrazione"

Il Coordinamento Donne Rimini – libera Associazione, pluralista e apartitica, finalizzata alla promozione sociale e professionale delle donne e alla salvaguardia dei loro diritti – si è costituito dopo il sit-in organizzato davanti al Consiglio Comunale di Rimini nel febbraio del 2008 a difesa della Legge 194. La nostra associazione, sin dalla sua nascita, ha trovato la sede – legale e non solo – alla Casa della Pace di Rimini: un luogo che ha la peculiare vocazione a farsi immediatamente percepire come proprio, divenendo ben presto punto di riferimento per l’organizzazione di iniziative, luogo di ritrovo per le socie, ma anche di conoscenza e di confronto con le numerose realtà associazionistiche e sociali che ad essa fanno capo. La Casa della Pace è innanzitutto un luogo di accoglienza, un porto franco: è la casa di tutti, comune e comunitaria. È uno di quei rari posti, oggi come oggi, nei quali l’integrazione sociale e culturale tra le persone sembra davvero possibile.
Al di la della fatiscenza della struttura, è una sede nella quale si produce e da cui promana una cultura alta (non altra), perché non teme le diversità, se ne fa anzi carico arricchendosene. Si può a buon diritto definirla una casa delle culture, nella quale trovano posto tutte le voci e le esperienze delle singole individualità. Può essere spostata in un altro luogo, che deve però necessariamente essere ampio e centrale, perché ampio e centrale è il ruolo che assolve. Occorre salvaguardare questa realtà così importante che, per le sue molteplici sfaccettature, costituisce un vero patrimonio socio-culturale, nonché archivistico e bibliotecario, del territorio riminese. Dividere o smembrare, anche temporaneamente, questo patrimonio sarebbe delittuoso nei confronti della cittadinanza, soprattutto in mancanza di un concreto progetto sulla nuova destinazione d’uso dei locali (reclamati dal Museo al quale non mancano certo gli spazi).
Nella sua storia più recente, la Casa della Pace ha supplito alla carenza di spazi per l’associazionismo nella città. In particolare, per quanto riguarda il Coordinamento Donne Rimini, ha svolto il ruolo che avrebbe dovuto essere a carico dell’assessorato alle Pari opportunità del Comune e della cosiddetta “Casa delle donne”. Ricordiamo al riguardo che, dopo oltre due anni, aspettiamo ancora di essere ricevute a colloquio dall’assessore Karen Visani. Oggi confidiamo in un’altra donna, l’assessore alla Cultura Antonella Beltrami, affinché induca l’amministrazione ad agire per il meglio nel garantire una sede adeguata a questa importante istituzione culturale cittadina che andrebbe semmai valorizzata’.

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