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Lombardi (PDL): Alkemico, ben venga stop a droghe furbe

Provincia

16 giugno 2009, 17:52

in foto: Ben venga l'iniziativa di San Marino di revocare la licenza all'azienda distributrice per la catena di negozi di droghe leggere 'Alkemico'.

Il commento è di Marco Lombardi, candidato alla presidenza della Provincia per il centrodestra, all’indomani dell’annuncio del Governo del Titatno.

L’intervento di Lombardi:

La scelta delle autorità di San Marino di revocare la licenza commerciale alla società che riforniva i negozi della catena “Alkemico”, riguarda direttamente anche il nostro territorio.

Infatti, due dei loro punti vendita sono collocati rispettivamente a Rimini e Riccione, dove operano in assoluta tranquillità smerciando ai nostri ragazzi, in particolare durante l’estate, quelle che gli esperti chiamano “droghe furbe”. Sostanze in grado di “sballare” i giovani, ma non ancora inserite nelle tabelle di legge che vietano produzione, vendita e consumo di stupefacenti.

Dobbiamo, quindi, aggiornare le nostre leggi e fare scomparire la zona grigia, che persone senza scrupoli utilizzano per “spacciare” stupefacenti, senza correre rischi. Non è, infatti, socialmente e moralmente accettabile, che esistano esercizi commerciali pronti a lucrare sulla cultura della droga e sua diffusione. Ma la “buona politica”, quella attenta ai bisogni delle persone alla storia e alla cultura del proprio territorio, non può accettare che l’immagine della nostra riviera sia, ancora una volta, legata allo “sballo”.

Rimini non è il paradiso del “divertimento artificiale”. E’ un’immagine sbagliata, falsa, che non racconta la nostra realtà. A Rimini, per esempio, e nella nostra provincia sono nate straordinarie espressioni di volontariato e impegno sociale conosciute in tutto il mondo, quali le comunità Giovanni XXIII e San Patrignano o il Meeting dell’Amicizia dei Popoli.

Nella nostra provincia esistono storia, cultura, straordinarie opportunità di accoglienza e soggiorno turistico per migliaia di persone, altroché droghe legali. Serve, invece, un cambio di marcia, indirizzi politici diversi dal passato, per amministrare al meglio la nostra comunità. Se rimaniamo fermi, se non cambiamo il nostro orientamento, di questi negozi continueremo a parlare e, come avvenuto negli ultimi anni, continueremo a tollerare la loro presenza. Dobbiamo smetterla di girarci dall’altra parte, quando siamo di fronte alle loro vetrine.

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