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In foto: Troppo tardi ci si é accorti della necessità di un efficace coordinamento tra le istituzioni nella lotta alla zanzara tigre. Lo afferma l'assessore alla Sanità del Comune di Rimini, Stefano Vitali, con una nota che pubblichiamo:
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mer 5 set 2007 13:24 ~ ultimo agg. 30 nov 00:00
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Dalle cronache degli ultimi giorni emerge come il problema della zanzara tigre sia stato finalmente preso in considerazione in tutta la sua complessità e estensione. Dopo anni di duro lavoro, ingenti investimenti, e solitarie lotte, non posso però nascondere una certa perplessità nel leggere le notizie, e qualche “sparata”, recenti.
Già diversi anni fa, diciamo nel 2003, quando il Comune di Rimini, solo e quasi schernito, iniziò un massiccio (e oneroso) intervento di disinfestazione casa per casa, si era prospettata la necessità di una programmazione concertata che- oltre alla città- riguardasse tutte le aree limitrofi, i comuni, le province e perfino le regioni confinanti. Il nostro appello allora cadde inascoltato, senza alcun riscontro né da Bologna o tantomeno da Roma. A seguire alcune dichiarazioni recentissime, pare invece che quello della zanzara tigre sia una questione nuova, sorprendente e necessitante un ‘intervento complessivo’. Mi chiedo: perché quando il Comune di Rimini- unico in tutta l’Emilia Romagna- investì centinaia di migliaia di euro ponendo il problema della disinfestazione come una priorità socio ambientale, fu lasciato solo nel gestire un’emergenza troppo più grande dei propri confini e delle proprie risorse? Perché di questo si tratta. Se qualche Comune virtuoso imposta a proprie esclusive spese una campagna di disinfestazione, ma non viene seguito dai territori vicini e lontani è facilmente intuibile la provvisorietà di questi interventi: la zanzara tigre non si ferma al confine amministrativo. Allo stesso modo se i Comuni vengono lasciati soli ad affrontare questa problema, non si può pretendere da loro più di quanto siano realisticamente in grado di compiere. Servono una programmazione sinergica e risorse economiche dalla Regione e dallo Stato che facilitino un intervento strutturale e non “una tantum”, che impongano a tutti (tutti) i comuni di intervenire, e serve un coordinamento tecnico permanente che permetta anche alle realtà più in difficoltà un’opera complessiva di disinfestazione. Questa mi sembra l’unica strada percorribile, andando oltre l’emergenzialità emozionale che scaturisce soprattutto quando di mezzo viene messa la componente turismo. Adesso spero che alle parole seguano gli aiuti tecnici, economici e- se necessario- legislativi. Possibilmente con il dovuto tempismo.”

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