giovedì 17 gennaio 2019
In foto: Come annunciato ieri, dopo la rottura delle trattative sindacali, la Granarolo ha avviato formalmente le procedure per la chiusura dello stabilimento di Rimini, con il conseguente licenziamento dei lavoratori.
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mar 11 ott 2005 12:51 ~ ultimo agg. 00:00
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A rischiare il posto di lavoro sono i 25 dipendenti dello stabilimento riminese, intorno al quale però gravitano altre 35 persone, tra produttori e trasportatori. La procedura di chiusura ha una durata di 75 giorni, dopodiché ci sarà partirà la messa in mobilità. Nella notte davanti allo stabilimento in zona Celle è già cominciato un presidio: i produttori hanno accolto l’invito dei dipendenti a bloccare le consegne. Una manifestazione pacifica, avvenuta sotto il controllo delle forze dell’ordine. La protesta non si limita alla difesa occupazionale, ma anche alla difesa della produzione locale del latte.
Domani riprenderà il lavoro, ma per giovedì era già stato proclamato, ancor prima dell’iniziativa della proprietà, uno sciopero in tutte le aziende del gruppo. Le nuove strategie della Granarolo sono controproducenti, lamentano i dipendenti riminesi: al gruppo non conviene lavorare a Bologna i 60mila litri prodotti quotidianamente tra Rimini e Ravenna. Ma la vicenda si lega a una grossa operazione, cui lo stesso Ministro Alemanno aveva garantito vigilanza, che vede la Granarolo interessata a una parte della Parmalat. E della multinazionale la Granarolo ha già gli atteggiamenti, denunciano i lavoratori riminesi: atteggiamenti che stridono ancora di più con i riconoscimenti etici di cui il Consorzio si pregia.

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