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5° giornata del Meeting: si è parlato di Africa, conflitti dimenticati e turismo

EventiRimini

26 agosto 2004, 19:03

in foto: Al quinto giorno di Meeting è ressa alle entrate della fiera di Rimini. Si è parlato di Africa e di conflitti dimenticati, ma anche di turismo in Emilia Romagna. E' stata lanciata in questa occasione la Carta dell'ospitalità per un turismo rispettoso dei valori umani.
www.meetingrimini.org

Una vacanza che possa essere a misura d’uomo. Basata sui concetti di centralità della persona, rispetto, tolleranza e pari opportunità.
Esperienze a confronto al Meeting di Rimini tra operatori del turismo dell’Emilia Romagna, che lancianola prima bozza della carta dell’ospitalità.
Un documento, che, dicono, non deve rimanere lettera morta.
L’incontro di oggi è stata anche un’occasione per fare il punto sulla stagione turistica in via di conclusione, di cui tanto in questi mesi si è parlato, con gli occhi puntati sulla crisi dovuta al calo di turisti.
Niente panico per l’assessore regionale Guido Pasi: “siamo ad un tornante importante, e sicuramente la regione Emilia Romagna – ha detto – si trova un passo avanti rispetto al resto della politica italiana”.
Il turismo di esperienza, legato al territorio in cui si va a villeggiare è l’idea lanciata da Piero Leoni, dirigente del comune di Rimini che si chiede : “Perché in un rifugio trentino migliaia di persone sono andate nelle scorse settimane ad ascoltare un concerto all’alba? Sono proposte di questo tipo che attraggono oggi e sulle quali dobbiamo essere capaci di elaborare delle proposte”.
Senza trascurare, anzi rendendoli centrali, i valori etici del turismo. Ascoltiamo Don Aldo Amati, vicario generale della Diocesi di Rimini.

Ma l’incontro clou del Meeting questa mattina ha rivolto il suo sguardo all’Africa ed alle sue guerre intestine.
Per la prima volta si sono incontrati sul palco della fiera di Rimini un rappresentante del governo sudanese ed il portavoce del movimento di liberazione del Sudan.
Sono le risorse naturali, l’acqua ed il petrolio a fare di questa regione un obiettivo attraverso cui raggiungere la ricchezza. Da quarantotto anni indipendente, da 38 martoriato da una guerra civile, il Sudan vanta il triste primato di un milione di rifugati nel Darfur e centomila nel Ciad.
Il sottosegretario agli Esteri del governo italiano Alfredo Mantica annuncia come il processo di pace sia fermo in Sudan, nonostante i sei protocolli già formulati. E propone, invece il governo italiano come mediatore della situazione in Uganda.

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