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Forse il killer di Giorgioni visto sulla E45. Sabato alle 10 i funerali

CronacaMontefeltro

23 luglio 2004, 16:56

in foto: Continuano le ricerche del pregiudicato sospettato dell'omicidio dell'appuntato Alessandro Giorgioni, ucciso ieri in un bar di Sant'Agata Feltria. L'operazione coinvolge decine di uomini, coordinati dalla procura di Pesaro, e coinvolge quattro regioni: Marche, Emilia Romagna, Toscana e Umbria.

L’uomo, il latitante Luciano Liboni, potrebbe aver fatto benzina e
mangiato in una stazione di servizio lungo la E45, nel
territorio cesenate, poche ore dopo l’assassinio.
Secondo i
testimoni, l’uomo avrebbe fatto il pieno alla Yamaha e
avrebbe chiesto informazioni.
Secondo il perito di Ancona, l’assassino è un vero professionista: alla richiesta dei documenti, senza batter ciglio ha impugnato con freddezza la pistola, pare una calibro 38 special, di cui sarebbe anche stato ritrovato un proiettile, e ha mirato da distanza ravvicinata prima alla gola, e poi, mentre Giorgioni si accasciava in terra, al petto.
Secondo il perito il colpo che ha “frammentato il cuore” di Giorgioni é stato sparato mentre il militare cadeva a terra.

Emergono intanto nuovi retroscena sulla pericolosità di Liboni, che già aveva cercato di uccidere un carabiniere. Il fatto avvenne il 3 luglio scorso,
in località tenuta del Cavaliere tra Guidonia e Settecamini,
alle porte di Roma. Anche in quell’occasione alla richiesta di
documenti Liboni aveva risposto con due colpi di pistola sparati ad altezza d’uomo contro i carabinieri che lo
avevano fermato.
Un proiettile si era conficcato nel cofano
dell’auto, l’altro invece aveva ferito di striscio un militare.
Subito nella zona era scattata la
caccia all’uomo. I carabinieri della compagnia di Tivoli e del
gruppo di Frascati avevano anche redatto un identikit inviato a
tutti i comandi d’Italia. Da Perugia arrivò la conferma che si
trattava di Liboni, un rapinatore umbro latitante.
I carabinieri di Perugia avevano una foto ricavata da una
telecamera a circuito chiuso che aveva ripreso Liboni durante
una rapina. Ieri il comando di Tivoli, non
appena appresa la notizia dell’omicidio di Giorgioni, ha
ricollegato l’episodio a quello che aveva coinvolto un suo militare.
Da Tivoli il capitano Bartolo Doria ha subito
indirizzato al comando di Novafeltra la foto di Liboni, detto
Lupo solitario, che la testimone del bar ha
riconosciuto.
Liboni si é già fatto conoscere per diverse rapine, soprattutto in Umbria. Il 10 febbraio scorso, quando era già latitante, il tribunale di Perugia
lo ha condannato a otto anni di reclusione per sette rapine, una
ai danni di una banca le altre in uffici postali. Gran parte dei
colpi sono stati compiuti con l’uso delle armi.
Liboni é sospettato anche per due rapine compiute sempre in Umbria.

Nel suo passato c’é anche un lavoro regolare come
falegname, occupazione presto abbandonata per
l’attività criminale.

Praticamente inesistenti ormai da anni i rapporti con la sua
famiglia, anche perché é un criminale perennemente in fuga: nei mesi scorsi sembra sia stato tra l’altro
segnalato tra il Piemonte e la Lombardia. Fughe che lo hanno portato anche all’estero: alla fine dell’anno scorso venne
bloccato a Praga perché in possesso di documenti falsi.
Quando
dall’Italia arrivò alle autorità ceche l’indicazione sulle
sue vere generalità era stato già rilasciato. Un ritardo
dovuto al fatto che la Repubblica Ceca non fa parte del trattato
di Schengen.

I funerali di Giorgioni si
celebreranno sabato alle 10 nella chiesa di San Pietro a
Novafeltria. A presiedere la cerimonia, l’ordinario militare d’Italia mons. Angelo
Bagnasco, ex arcivescovo di Pesaro, e il vescovo della Diocesi
di San Marino-Montefeltro Paolo Rabitti.
Alle esequie parteciperà il comandante generale dell’Arma
gen. Luciano Gottardo, mentre sono attese conferme da parte di alte
cariche dello Stato saranno presenti.
Già da oggi pomeriggio é stata
allestita una camera ardente nella chiesetta romanica di Santa
Marina, nella piazza principale di Novafeltria.

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