martedì 11 dicembre 2018
In foto: Il settore alberghiero ha bisogno di lavoratori immigrati, al pari di altri settori come quello agricolo”. Gli albergatori della Riviera si dicono delusi non solo dal basso numero di lavoratori extracomunitari assegnato dal Governo alla Regione, ma anche dalla scarsa attenzione che la Regione avrebbe dedicato al settore alberghieri nel ripartire i lavoratori:
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sab 2 mar 2002 12:19 ~ ultimo agg. 00:00
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“Non di un allarme si tratta, ma di un intervento costruttivo” – assicura il presidente dell’Associazione Albergatori di Rimini Maurizio Ermeti, che ieri ha fatto coro all’intervento del presidente regionale della Confturismo Terenzio Medri. “Le promesse erano diverse, e dovremo aspettare l’anno prossimo per avere un vero aumento, ma vogliamo cercare di cambiare la situazione già da ora”: questo l’impegno di Ermeti, che sentiamo al nostro microfono.

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Regione e vice presidente della
Conferenza dei presidenti delle Regioni e delle Province
Autonome Vasco Errani, che ha scritto al Ministro Roberto Maroni:
”In particolare – si legge nella lettera di Errani – le
imprese manifestano la necessità di una corretta e tempestiva
programmazione delle assunzioni, per cui richiediamo che le
procedure amministrative relative al secondo Decreto sui
lavoratori stagionali ed al Decreto ordinario per lavoratori a
tempo determinato e indeterminato, vengano avviate
immediatamente senza attendere l’ approvazione.
Le strutture
periferiche del suo Ministero – ha
aggiunto il presidente della regione Emilia-Romagna – hanno attuato la ripartizione
provinciale senza una preventiva consultazione della Regione,
delle Province e delle parti sociali, contrariamente a quanto
stabilito nel Protocollo che la Regione Emilia-Romagna ha
firmato con gli Enti Locali e le Parti sui temi sociali e dell’
integrazione (recepito da un accordo di programma con il suo
Ministero), che stabilisce come ‘le Regioni indichino le quote
necessarie al proprio territorio e che esse siano consultate
sulla ripartizione territoriale del decreto sui flussi, insieme
alle Province ed alle parti sociali a livello locale’. Le
segnalo inoltre che l’aver previsto limitazioni rispetto ai
paesi di provenienza, sta già creando seri problemi a quanti
impiegano specifici lavoratori provenienti da numerosi Paesi
esclusi dal decreto (ad esempio: India, Marocco, Filippine,
Moldavia)”.
L’ annuncio dato nei giorni scorsi alla stampa dal ministro
Maroni di un’ulteriore correzione alle quote di lavoratori
immigrati per l’ agricoltura in alcune regioni, secondo Errani
”può essere l’ occasione per la definizione di un nuovo
provvedimento complessivo sulle quote che risponda alle esigenze
avanzate dal sistema imprenditoriale e che riguardi tutto il
territorio nazionale”.

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