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Ricevuto pubblichiamo: un appello per la pace da Bulgarelli e Gallo

NazionalePolitica

5 gennaio 2002, 18:26

in foto: Una settimana per la pace, la giustizia e la riconciliazione dei popoli in Medioriente. E' la richiesta, rivolta a tutti gli enti locali, dall'appello promosso dal deputato verde Mauro Bulgarelli e dal giurista Domenico Gallo.

L’appello è sostenuto da numerosi esponenti politici tra cui Fausto Bertinotti, Aldo Tortorella, Alfonso Pecoraro Scanio, Fulvia Bandoli, Franco Grillini, Bobo Craxi, Ermete Realacci. In occasione della settimana della pace viene chiesta anche la convocazione delle assemblee di tutti gli enti locali al fine di promuovere iniziative di pace, a partire dall’invio in Palestina di una forza di protezione dell’ONU ma anche di forze civili di pace, applicando il concetto di democrazia dal basso, e aiuti a tutte le comunità più colpite dal conflitto:

“La nostra umanità, la nostra cultura, la nostra politica sono sconfitte dagli eventi che ogni giorno di più insanguinano e sfigurano Gerusalemme, Israele e la Palestina e diventa sempre più evidente che la mancata soluzione, secondo criteri di giustizia, del conflitto del medio-oriente è una delle cause principali da cui traggono alimento gli altri conflitti che affliggono l’umanità.
Dopo oltre cinquant’anni di confronto irrisolto, nulla potrebbe accadere di peggio di ciò che già accade. Israele, percossa dal terrorismo, è stata contagiata da una sindrome di paura e di onnipotenza insieme che l’ha portata a scelte politiche estreme, che non nascondono la tentazione di una soluzione finale del problema palestinese; i palestinesi che hanno patito nell’esperienza della vita quotidiana il fallimento del processo di pace sono stati indotti ad una resistenza, caratterizzata a sua volta da scelte estreme e disperate; le colonie si armano e si fortificano; il territorio palestinese è smembrato, le città e i villaggi vengono circondati da fossati e trincee, assediati e trasformati in carceri a cielo aperto, le case sono bombardate e demolite; i carri armati dilagano nel territorio sottoposto all’amministrazione dell’Autorità Nazionale Palestinese, seminando lutti e distruzioni, persino sulla soglia della Chiesa della Natività a Betlemme.
Il conflitto riacutizzato dal fallimento delle speranze di pace ha precipitato i due popoli in una spirale di punizioni, vendette e rappresaglie che si alimentano a vicenda in un crescendo infinito. In questa situazione, diventa evidente che la possibilità stessa di proporre e cercare le vie, le formule giuridiche e istituzionali per una pace giusta e una soluzione politica, che sicuramente sono possibili, sulla base del diritto e della giustizia, resterebbe pregiudicata per sempre se non si arrestasse immediatamente questa spirale di violenza, da cui i due popoli da soli non possono più uscire. Ormai sta per essere varcata una soglia al di là della quale esiste solo il dominio della morte, il cui regno sotterraneo (come ci ricorda con il suo drammatico appello Nurit Peled Elhanan) è destinato ad ingrandirsi a dismisura.
Ancor prima di tornare a discutere dell’assetto definitivo, sovranità, terre, colonie, capitale, acque, rapporti tra i due Stati, profughi, occorre spezzare questa spirale infernale e ristabilire il reciproco riconoscimento dei diritti fondamentali, di quei diritti che la comune civiltà ha ormai affermato come appartenenti ad ogni essere umano, di qualunque Stato sia cittadino, a qualunque ordinamento appartenga, in qualsiasi condizione politica si trovi, in qualunque città o villaggio abiti, quale che sia la sua razza, religione, sesso, lingua e cultura. Occorre riconoscere e garantire per tutti il diritto alla vita, all’integrità e alla salute, il diritto alla casa, il diritto al cibo, il diritto alla libertà personale, il diritto di camminare per le strade, il diritto di comunicare, il diritto di lavorare, il diritto di non essere puniti per colpe non commesse, per comportamenti collettivi, il diritto di crescere i figli in sicurezza, il diritto di non vedere ad ogni angolo di strada, ad ogni checkpoint, ad ogni fermata di autobus il proprio assassino. Per questo è indispensabile ed urgente che un terzo soggetto si interponga, a protezione degli uni e degli altri, e dia la possibilità ad entrambe le parti di deporre le armi ed arrestare la spirale delle vendette e punizioni reciproche.
Chiediamo che sia proclamata una settimana per la Pace, la Giustizia e la Riconciliazione dei popoli in Medio – Oriente; che in questa settimana si riuniscano le Assemblee di tutti gli Enti locali e levino a gran voce un grido per la pace, esigendo che sia schierata in Palestina una forza di protezione dell’ONU, e prendendo tutte le iniziative che riterranno più opportune per schierare una forza civile di pace, con un flusso di osservatori e di aiuti di emergenza a tutte le comunità più colpite dalla brutalità del conflitto”.

Primi firmatari:
Domenico Gallo
Mauro Bulgarelli
Gianfranco Bettin
Fausto Bertinotti

Aldo Tortorella

Raniero LaValle

Carla Ravaioli

Francesco Martone

Luana Zanella

Alfonso Pecoraro Scanio

Fulvia Bandoli

Laura Cima

Marco Lion

Franco Grillini

Paolo Cento

Bobo Craxi

Domenico Pappaterra

Ramon Mantovani

Giovanni Russo Spena

Marco Fumagalli

Alba Sasso

Luca Marcora

Marco Stradiotto

Giulio Santagata

Katia Belillo

Franco Giordano

Katia Zanotti

Titti De Simone

Ermete Realacci

Giovanni Burtone

Marco Lettieri

Santino Loddo

Titti Valpiana

Francesco De Notarsi

Gianluca Borghi

L’appello è aperto a nuove sottoscrizioni in attesa della settimana per la pace in medio oriente, la cui data deve essere ancora fissata. I primi firmatari qui di seguito, sono parlamentari, magistrati e esponenti della società civile che si sono riconosciuti nella causa comune a fianco del popolo palestinese.
Per aderire è possibile mandare un fax al 17822730007 o scrivere all’indirizzo bulgarelli_m@camera.it .

Contatta la Redazione di Newsrimini tramite redazione@newsrimini.it o su Twitter @newsrimini

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