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Il ricordo del campione

Disponibile e gentile. Edmo Vandi ricorda Pelè: gli feci da guida due volte

In foto: Edmo Vandi insieme a Pelè
Edmo Vandi insieme a Pelè
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
ven 30 dic 2022 10:05 ~ ultimo agg. 31 dic 12:58
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Il mondo, non solo quello del pallone, piange Edson Arantes do Nascimento, conosciuto in tutto il mondo come come Pelé (vedi notizia). Quello che molti considerano il miglior calciatore di tutti i tempi si è spento a 82 anni all’ospedale di San Paolo dove era ricoverato per un tumore. A complicare la sua situazione, un’infezione respiratoria legata al covid. Pelè negli anni ’60 fece per ben due volte tappa a Riccione e in entrambe le occasioni ebbe come “guida” il giornalista Edmo Vandi (a lungo capo ufficio stampa del comune riccionese) che ha messo “nero su bianco” il ricordo di quei giorni indimenticabili.

Il mondo – scrive Vandi – piange la scomparsa del celebre calciatore Edson Arantes do Nascimento da tutti conosciuto come Pelè. Il grande Campione alla fine degli anni ‘60 è stato a Riccione due volte, ospite dell’industriale tedesco Rolan Endler che a Riccione aveva una villa e per il quale io fungevo da segretario-interprete. Nel 1967 con l’intera squadra del Santos (società della quale Endler era Presidente Onorario). In quell’occasione fu organizzato un incontro allo Stadio Nicoletti contro il Venezia. L’incasso, favoloso, fu devoluto interamente agli ospiti della Casa Serena (oggi Residenza Felice Pullè). In quell’occasione a me fu affidato il compito da fargli da guida per una visita alla Repubblica di San Marino. Ci fermammo anche per uno spuntino durante il quale il celebre calciatore mi raccontò brevemente come da una infanzia nelle favelas si poteva arrivare a livelli inimmaginabili auspicando lo stesso destino per i tanti ragazzi che in tutto il mondo scendono in campo. La sua prima permanenza a Riccione, sempre ospite di Roland Endler, fu durante il viaggio di nozze con la prima moglie Rosemeri dos Reis Cholbi (1966). Una tappa prima di Venezia, Firenze, Roma. Anche in questa prima occasione Endler mi affidò il gradito incarico di accompagnare, in alcune occasioni, i celebri ospiti.
Di questo grande campione posso ricordare l’estrema disponibilità, la gentilezza e il suo amore per l’Italia “vero scrigno – mi disse – di arte e cultura” con la ferma intenzione in futuro di approfondire le sue conoscenze.”

Anche l’amministrazione comunale di Riccione si unisce al dolore della famiglia e di tutti gli sportivi del mondo per la scomparsa di Edson Arantes do Nascimento detto Pelè. “Riccione ha avuto il privilegio di ospitare un gigante del calcio mondiale per ben due anni – sottolinea l’assessore allo Sport Simone Imola -. Siamo orgogliosi di essere stati un pezzetto della sua storia e ci stringiamo alla famiglia in questo momento di lutto. Oltre all’immenso campione, il mondo piange una persona splendida, sempre a fianco di Nelson Mandela nella lotta per l’uguaglianza e per i diritti umani”. La stella del Brasile aveva un rapporto particolare con la città di Riccione che, dopo la tappa per il viaggio di nozze, si andò consolidando nel giugno del 1967, quando lo stadio comunale ospitò l’amichevole di lusso Santos-Venezia. “Una serata caldissima, afosa e straordinaria”, la descrisse l’allora giovanissimo cronista, poi divenuto anche consigliere comunale di Riccione, Marzio Cesarini. Era martedì 20 giugno del 1967. Il Santos si impose per 1-0 sui neroverdi, che avevano appena concluso il campionato di Serie A con la retrocessione. A marcare Pelè, in quella gara, fu Sergio Santarini, in prestito dal Rimini. Durante il soggiorno a Riccione, Pelè andò a comprarsi delle scarpette da Silvano Saponi. La Scarpa d’Oro di Riccione Paese era già un laboratorio artigianale rinomatissimo nel mondo del calcio. E infatti O Rei vi incontrò un altro grande campione di quegli anni, il centrocampista tedesco Helmuth Haller (celebre la foto al porto di Riccione con Pelè e il fotografo Epimaco Zangheri detto Pico) allora stella del Bologna, “che tremare il mondo fa”, si diceva di lui.