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A un mese dal voto

Verso il Referendum. Il "no" di Santi: manca percorso di riforme

In foto: Riziero Santi
Riziero Santi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 22 ago 2020 16:42
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Ad un mese dal referendum che il 20 e 21 settembre chiamerà gli italiani alle urne per dire Si o No al taglio dei parlamentari di Camera e Senato, iniziano ad arrivare le prese di posizione dei politici locali. Il primo ad esporsi è il presidente della provincia Riziero Santi. “Non si intravede un’idea progettuale ed una proposta condivisa – spiega – e a queste condizioni, magari a malincuore, ma dico – e voto – no, auspicando l’avvio immediato di un dialogo costruttivo delle forze democratiche, riformiste e progressiste.

La nota di Riziero Santi

Da progressista e riformista ho una propensione naturale ai cambiamenti, che prediligo sempre alla conservazione. Quindi, pur nutrendo un grande rispetto e considerazione per il Parlamento, non ho pregiudizi nel sostenere una riduzione del numero dei parlamentari. Una riduzione del numero dei parlamentari dentro un percorso di riforme e di riordino complessivo del sistema elettorale e del sistema parlamentare – come si era detto – avrebbe un senso e potrebbe migliorarne l’efficienza e l’efficacia senza sacrificarne la rappresentanza. Voterei si anche solo per coerenza e sostegno ad una strategia di accordo programmatico fatto fra le forze progressiste e riformiste del paese, dove dentro ci potrebbero stare sottolineature diverse. Purtroppo ad oggi non vedo che stia succedendo tutto questo. Non si intravede un’idea progettuale ed una proposta condivisa. Non sembra ancora matura l’idea di costruzione di un fronte strategico progressista capace di sostenere le riforme e portarle a compimento. A questo punto il rischio concreto è che a seguito di un esito referendario affermativo rimanga poi tutto sospeso e incompiuto, come abbiamo già visto per altri processi ed in altre stagioni che non hanno poi portato nulla di buono, e per le quali siamo ancora impegnati a riparare i danni. A queste condizioni, magari a malincuore, ma dico – e voto – no, auspicando l’avvio immediato di un dialogo costruttivo delle forze democratiche, riformiste e progressiste, fra le quali metto anche i 5 stelle, senza politicismi ma nell’interesse esclusivo dei cittadini, che possa evitare avventure regressive e portare ad una svolta vera e duratura nel paese.