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Risoluzione in Regione

Salviamo la pesca. Rossi (Pd): da Ue limiti insostenibili

In foto: Nadia Rossi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 11 giu 2021 16:18
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Domani, sabato 12 giugno, davanti alla Capitaneria di Rimini e nei porti d’Italia ci saranno le mobilitazioni del mondo della pesca contro la decisione dell’UE che ha stabilito, entro il 2023, la riduzione delle giornate di pesca del 40%. “L’UE impone limiti insostenibili per chi opera nel Mediterraneo” commenta la consigliera regionale del Pd Nadia Rossi. “Come gruppo Pd – dice – depositeremo una risoluzione per chiedere che la Regione Emilia-Romagna, che con l’Assessore Alessio Mammi si è già schierata dalla parte dei pescatori dell’Adriatico, solleciti il Governo italiano e le Istituzioni europee al fine di individuare una soluzione condivisa per la salvaguardia della sostenibilità delle risorse ittiche dei nostri mari e la tutela del comparto della pesca locale, la tenuta economica dello stesso e delle filiere ad esso collegate, difendendo posti di lavoro.”

La nota di Nadia Rossi (Pd)

Come consigliera regionale del Partito Democratico e venendo da un territorio di mare in cui il settore della pesca e la filiera ad esso collegata hanno un’importanza determinante, mi unisco con convinzione all’iniziativa a tutela dei pescatori italiani, dei nostri prodotti e delle nostre eccellenze; di quelle tradizioni da mantenere e innovare in un’ottica di sostenibilità e di sviluppo dell’economia blu.

Come sanno bene gli operatori del mondo della pesca, la nostra è una battaglia concreta che portiamo avanti a tutti i livelli e in tutte le sedi istituzionali da anni. Le politiche dell’Unione Europea in materia di pesca, duole ammetterlo ogni volta, non sono equilibrate e tendono a svantaggiare la realtà del Mediterraneo a favore dell’economia di altri Paesi. L’ultima questione sul tavolo riguarda le giornate di fermo pesca che la Ue vorrebbe fissare indistintamente con l’obiettivo dichiarato dal Commissario Europeo per la pesca e gli affari marittimi Sinkevičius di arrivare ad una riduzione del 40% delle giornate in cinque anni. Un colpo che, unito alle giornate di fermo pesca nazionali, sarebbe insostenibile per le migliaia di imprese del settore.

A livello locale, le imprese del settore pesca attive nel Mare Adriatico e sulle coste emiliano-romagnole segnalano, complice la pandemia, una flessione importante del fatturato, con rischio chiusura di otto imprese su dieci. Per noi il mare è economia, sviluppo, tradizione e lavoro: sono troppi i lavoratori del settore che rischiano di perdere la propria attività per colpa di regole rigide e che nulla hanno a che fare con la salvaguardia del nostro mare. Non possiamo e non vogliamo permetterlo.

È compito delle istituzioni ricercare un equilibrio tra la sostenibilità ambientale e tenuta economica: penso sia possibile garantire qualità della blue economy del nostro Mediterraneo con un numero nettamente inferiore di giornate di fermo pesca rispetto a quelle prospettate dalla Ue. A questo proposito come gruppo Pd depositeremo una risoluzione per chiedere che la Regione Emilia-Romagna, che con l’Assessore Alessio Mammi si è già schierata dalla parte dei pescatori dell’Adriatico, solleciti il Governo italiano e le Istituzioni europee al fine di individuare una soluzione condivisa per la salvaguardia della sostenibilità delle risorse ittiche dei nostri mari e la tutela del comparto della pesca locale, la tenuta economica dello stesso e delle filiere ad esso collegate, difendendo posti di lavoro.

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