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Misure per evitare il peggio

Bonaccini: contagio molto veloce, rischiamo di essere travolti

In foto: il governatore Bonaccini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 3 mar 2021 12:52 ~ ultimo agg. 4 mar 10:02
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La situazione in Emilia Romagna volge al peggio con un forte aumento di contagi in pochi giorni. Una situazione che preoccupa il presidente Stefano Bonaccini. “Il contagio – dice – è partito molto più veloce di prima a causa delle varianti. Se questa crescita, avvenuta in 10-15 giorni, non trova un’accelerazione nella risposta rischiamo di essere travolti. Noi come altre parti d’Italia“. L’obiettivo è quindi quello di “contrastare e circoscrivere il contagio con misure più restrittive – spiega – su indicazioni che la sanità regionale ci dà. Senza misure la curva continuerebbe a crescere. Rispetto alle precedetti volte le limitazioni della zona arancione classica non bastano più, per come il virus corre rapidamente. Dobbiamo stringere oggi e farlo subito per augurarci di non farlo più dopo. Sono decisioni difficili, me ne prendo tutta la responsabilità. Occorre agire adesso per un pericolo che ha rialzato la testa con le varianti” – aggiunge il presidente.

Da giovedì la città metropolitana di Bologna e la provincia di Modena saranno zona rossa mentre Reggio Emilia diventerà arancione scuro con la chiusura delle scuole. Già in arancione scuro la Romagna (con l’eccezione del distretto di Forlì). “Quanto durerà la zona rossa? Inutile illudere la gente – risponde il governatore Stefano Bonaccini in conferenza stampa – l’altra volta in 15 giorni siamo ridiventati gialli, ma sarebbe poco responsabile indicare ora una data di uscita“.

All’orizzonte c’è poi la cabina di regia nazionale che venerdì potrebbe sancire la zona rossa per tutta la Regione con lo stop generalizzato anche a nidi e scuole d’infanzia, la chiusura dei negozi e di centri estetici e parrucchieri. Un rischio più che concreto, sottolinea Bonaccini. Una eventuale zona rossa regionale “avverrebbe da lunedì – spiega – oggi non lo possiamo sapere. Ma noi non possiamo aspettare, anche perché il ministero registra dati già vecchi” e la realtà è peggiore di quei dati. “A Bologna e Modena – rivela infatti il presidente – l’Rt è sopra l’1,25“.

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