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Festival teatrale e musicale

Torna Le Città Visibili, ma cambia data e location

In foto: Margherita Vicario (ph-Matteo-Lippera) protagonista il 30 agosto
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mer 8 lug 2020 10:26
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Ottava edizione per il Festival Le Città Visibili a Rimini, la rassegna teatrale e musicale estiva a cura di Tamara Balducci. Cambiano però la data, con una programmazione fissata dal 28 agosto al 6 settembre, e i luoghi. Dopo il giardino di Palazzo Lettimi (edizioni dal 2013 al 2017) e l’ex Macello di Via Dario Campana (edizioni 2018 e 2019) quest’anno la kermesse sarà accolta dal Complesso degli Agostiniani (Teatro degli Atti, Chiostro, Sala Pamphili, Corte degli Agostiniani).

Identico invece il format con cinque spettacoli teatrali e tre concerti inseriti nel palinsesto. Nell’anno della pandemia, il festival proverà a indagare anche sul periodo più cupo e drammatico dei mesi passati, quello del lockdown e della quarantena con due spettacoli ben distinti inseriti nel programma. Gli spettacoli e il bar, aperto per tutta la durata del festival già dalle 19, saranno fruibili in sicurezza nel rispetto dei protocolli vigenti in chiave anti-contagio. I posti occupabili saranno distanziati, i supporti come le sedute e gli ambienti, igienizzati.

La sezione teatrale del festival ospiterà spettacoli che spazieranno dall’”Astronave Italia” di Teodoro Bonci del Bene, una performance pensata per un singolo spettatore per volta, allo spettacolo “Capitalismo magico” con Lodo Guenzi, frontman della band Lo Stato Sociale. E ci sarà anche il Teatro della Ribalta con “Settimo Continente” e “Lapsus Urbano” della compagnia Kepler-452.

La parte musicale vedrà protagonisti due artisti della scena indipendente italiana, Giovanni Truppi e Margherita Vicario e il concerto a fumetti di Alessandro Baronciani “Quando tutto diventò blu” insieme a Corado Nuccini, Daniele Rossi, Ilaria Formisano e Her Skin.

IL PROGRAMMA NEI DETTAGLI

Il programma prevede cinque spettacoli teatrali e tre concerti. La serata di apertura di venerdì 28 agosto sarà affidata a “Quando tutto diventò blu”. L’omonima graphic novel cult di Alessandro Baronciani diventa un concerto a fumetti creato dallo stesso disegnatore insieme a Corrado Nuccini (Giardini di Mirò) e vedrà sul palco Daniele Rossi al violoncello insieme alle voci di Ilaria Formisano (Gomma) e Her Skin.

Nella serata seguente, sabato 29 agosto, la rassegna presenterà lo spettacolo “L’incidente è chiuso” della compagnia Menoventi. La mattina del 14 aprile 1930 un colpo di pistola risuona in tutto il pianeta: Majakovskij si è ucciso. Perché lo ha fatto? È vittima di un complotto? Di una delusione d’amore? Del fallimento di Banja? Quale fantasma ha guidato la canna della pistola verso il cuore? Un interrogatorio e una meticolosa ricostruzione di quanto accadde negli ultimi giorni di vita del poeta restituiscono le molteplici congetture prodotte del groviglio di testimonianze e documenti raccolti da Serena Vitale. Un intrigo di ripetizioni dell’incidente portano ad una distensione temporale che proietta Majakovskij nel futuro, nel nostro tempo.

La stessa sera il festival offrirà una chiave di lettura agli spettatori per leggere il presente nell’anno della pandemia con l’approdo dell’“Astronave Italia”, progetto di Teodoro Bonci del Bene (con la collaborazione di Carola Cangini e Jacopo Trebbi) pensato per uno spettatore alla volta (e in tutta sicurezza) che continuerà anche nei giorni 29 e 30 agosto, 3 e 4 settembre. Un’astronave viaggia nello spazio alla ricerca di un misterioso disco d’oro. Il Voyager Golden Record è tornato sulla terra, ma nessuno riconosce il suo contenuto. Un bambino sogna di volare nel cielo, e immagina di essere un astronauta. Ma ecco che un virus costringe le persone a rimanere chiuse in casa per mesi e mesi. Al mercato di Cesena un toro si è liberato, e solo un bambino potrà farlo entrare nel recinto. Un regista teatrale cerca di scrivere uno spettacolo senza attori. Uno spettacolo che richiede al pubblico di essere parte attiva, perché nessuno può entrare in teatro. Un’esperienza sensoriale, che comincia da un disegno.

Domenica 30 agosto spazio alla musica con il concerto di Giovanni Truppi, impegnato quest’estate in un “Viaggio sui margini dell’Italia” (da Venitmiglia a Trieste) realizzato in camper sulla “lunga strada di sabbia”. Il suo percorso sarà raccontato sulle pagine di Linus e nel compierlo sosterà per una manciata di concerti in piano solo, tra cui la tappa riminese. Le sonorità del festival proseguiranno nella serata di giovedì 3 settembre con Margherita Vicario, reduce dall’edizione straordinaria del Concerto del Primo Maggio 2020.

Le performance torneranno protagoniste venerdì 4 settembre con “Settimo continente”, spettacolo vincitore del bando “L’Italia dei visionari”. Prodotta dal Teatro della Ribalta, la pièce è interpretata da tre attori (Alberto Ierardi, Giorgio Vierda, Luca Oldani) che sulla scena personificano tre qualificate guide turistiche, il cui scopo è propagandare una nuova e ancora inesplorata meta turistica: il Pacific Trash Vortex, ribattezzato nello spettacolo “Il Settimo Continente”, il primo continente fatto interamente di plastica. Le scene che si susseguono all’interno dello spettacolo sono dedicate alle sconvolgenti attrazioni dell’isola, come fossero i diversi capitoli di una guida turistica: Usi e Costumi, Tradizioni Popolari, Cucina, Come e Quando viaggiare, Attività Culturali, Attività all’aperto, Sport, Rischi e Pericoli.

Nella penultima serata del festival, sabato 5 settembre, ancora uno sguardo al recente passato, quello del lockdown, e in parte anche al presente vista l’emergenza ancora in corso fino a prova contraria. Motivo occasionale di riflessione sarà “Lapsus Urbano”, un progetto di Enrico Baraldi, Nicola Borghesi, Riccardo Tabilio con la supervisione musicale di Bebo Guidetti. “Lapsus Urbano. Il primo giorno possibile” è una performance concepita nei giorni in cui il «fuori» sembrava un luogo lontano e utopico, nel momento più cupo delle restrizioni alla mobilità, alla socialità e al lavoro, quando la routine delle nostre vite veniva squassata e ribaltata dalle fondamenta, e quando il teatro – con i suoi cicli e le sue produzioni – si trovava da un giorno all’altro polverizzato. Programmatico fin nel titolo, Il primo giorno possibile ha la forma di una lettera dal passato per il «giorno zero» del futuro: il pubblico si ritroverà insieme in uno spazio urbano, aperto, il primo giorno in cui le normative lo permetteranno, e ascolterà in cuffia un messaggio «in bottiglia» destinato alla società futura. Gli spettatori, interpellati attivamente dalle voci del passato, saranno chiamati a misurare il loro presente con il futuro utopico immaginato dagli autori; a reagire alle domande poste nelle cuffie, a guardarsi in faccia, a contarsi, a prendere posizione o a emozionarsi di fronte all’evocazione del mondo utopico del dopo epidemia.

Gran finale domenica 6 settembre alla Corte degli Agostiniani con “Capitalismo magico” di e con Lodovico Guenzi e Nicola Borghesi, una passeggiata di due amici di una vita, storditi e disorientati nell’alba dei trent’anni, alla ricerca di ciò che nella realtà ancora pulsa di una viva, inspiegabile, perturbante magia. Il tentativo di accendere un fuoco partendo da poche scintille e guardarlo ardere rapiti per poi pensare, anche solo per un istante che, forse, un’alternativa da qualche parte c’è.

Ingresso libero. Info: info@lecittavisibili.comwww.lecittavisibili.com

Il Festival è prodotto e organizzato dall’associazione Le Città Visibili e dal Circolo Milleluci con la collaborazione del Comune di Rimini.

 

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di Redazione