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lotta al lavoro sommerso

Lavoravano in nero ma percepivano reddito di cittadinanza, la Finanza scova tre furbetti

In foto: i controlli
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 8 giu 2020 12:02 ~ ultimo agg. 9 giu 09:14
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Lavoravano in nero ma percepivano il reddito di cittadinanza. La guardia finanza di Rimini ha scovato tre furbetti, due dei quali denunciati. I controlli eseguiti hanno permesso di accertare l‘impiego di 8 lavoratori completamente in nero, di cui due cameriere ai piani trovate a lavorare in un albergo tre stelle di Rimini, tre addetti al servizio in un locale d’intrattenimento a Misano Adriatico ed in forza ad una cooperativa e tre manovali presso un cantiere edile a Rimini.

I successivi approfondimenti, eseguiti attraverso la consultazione incrociata delle banche dati in uso alla Guardia di Finanza, hanno consentito di appurare che tre degli otto lavoratori risultavano appartenere ad un nucleo familiare beneficiario del Reddito di Cittadinanza.

Emblematica è risultata la posizione di un manovale presentatosi negli uffici della Guardia di Finanza per denunciare il proprio rapporto di lavoro irregolare svolto alle dipendenze di un’impresa edile. Lo stesso non aveva evidentemente tenuto conto che il Reddito di Cittadinanza, di cui era beneficiario, non fosse compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa in nero e che potesse addirittura avere conseguenze di natura penali.

Due dei lavoratori che percepivano il sussidio statale sono stati denunciati per non aver comunicato l’avvio della propria posizione lavorativa, nella forma di lavoratore dipendente; mentre per tutti e tre è stata inviata segnalazione ai competenti uffici Inps per l’avvio della procedura di decadenza/revoca dal beneficio economico e il recupero delle somme indebitamente percepite per un importo complessivo pari a 5mila euro. Invece, a carico delle imprese che hanno impiegato i lavoratori in nero sono state elevate sanzioni amministrative per complessivi 23mila euro, inviandone comunicazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per i provvedimenti di competenza. Nel frattempo, a seguito dell’intervento delle fiamme gialle riminesi, la cooperativa ha provveduto a versare alle casse dell’erario 12mila euro per la definizione delle sanzioni contestate all’esito del controllo.

 

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