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Dalle case popolari a nuovi progetti per questura e stadio

In foto: l'area inserita nel masterplan per il bando case Erp
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 18 feb 2020 15:11 ~ ultimo agg. 19 feb 10:53
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Il bando regionale a cui il comune di Rimini ha partecipato per la realizzazione di 36 nuove case popolari nell’area dello stabile della Questura (vedi notizia) porta con se ipotetici e futuribili progetti per tutta l’area, che va da via Ugo Bassi allo stadio Romeo Neri. Andando ad analizzare il layout che il comune ha dovuto stilare per partecipare al bando, si coglie l’intenzione, almeno politica, di mettere mano alla riqualificazione dell’intera zona, a due passi dal centro, in grossa difficoltà e a forte rischio degrado. Si ipotizzano uffici comunali nello stabile ex questura, e un completo restyling dello stadio, con negozi e ristoranti, ma anche un’area verde da 16mila metri quadrati. Oggi i progetti sono solo indicati su carta per ottenere maggiore punteggio, ma in un futuro, comunque non prossimo, potrebbero schiudere nuove possibilità.

Nello specifico nel masterplan oltre alla Cittadella della Sicurezza alla Giulio Cesare, progetto già avviato, è indicato il nuovo Comune nell’area dove sorge lo stabile Questura, nel caso non andasse in porto l’operazione con RFI per creare la Casa Comune nell’area della stazione ferroviaria. Insomma una sorta di indicazione di un’area alternativa, che è bene ricordare non è patrimonio comunale e quindi si dovrebbe procedere ad esproprio, se qualcosa non dovesse andare a buon fine nel dialogo, già avviato, con le Ferrovie. Altro punto indicato la riqualificazione dello stadio, con il mantenimento della facciata storica e l’utilizzo per tutto l’anno dell’impianto, puntando sul commerciale con bar, ristoranti e negozi di attività sportive. Poi sono previste 70 case popolari e sociali, per 36 si partecipa al bando, e altri settanta appartamenti da destinare a mercato privato.

In sintesi, i se e i ma sono ancora tanti e le ipotesi sono quanto mai futuribili, però sono espressione della volontà di riqualificare un’area a cui prima o poi sarà necessario mettere mano. E sarebbe meglio prima che poi.

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