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Lavoratori lasciati a casa

America Graffiti, futuro in bilico per i 22 dipendenti

In foto: sulla porta la scritta "Chiuso per cessata attività"
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 8 feb 2020 10:56 ~ ultimo agg. 9 feb 15:07
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Sulla porta d’ingresso dell’America Graffiti che si affaccia su piazzale Kennedy la scritta “Chiuso per lavori” da venerdì è stata sostituita con quella ben più netta e preoccupante “Chiuso per cessata attività”. Un nastro bianco e rosso a delimitare l’accesso. I 22 dipendenti del locale (che salgono ad una quarantina nei mesi estivi) da un giorno all’altro si sono trovati a non avere più certezze sul loro futuro. Dietro alla vicenda c’è una battaglia giudiziaria tra i gestori del locale e i titolari della concessione (vedi notizia). Tutto sarebbe nato nel 2018 quando l’Agenzia delle Entrate ha chiamato la società del locale a rispondere del pagamento dei canoni. Canoni che i titolari avrebbero fino a quel momento riversato al Demanio solo “in minima parte e per alcuni anni”, dice la società. A fronte di questa incombenza i gestori spiegano di essersi visti costretti a interrompere i pagamenti della locazione ai titolari della concessione. Pagamenti fino a quel momento, precisano, sempre regolari. Anche l’amministrazione comunale, pur esterna al conflitto, era a conoscenza della diatriba e aveva riscontrato il ritardo da parte del concessionario nel pagamento dell’imposta di registro dovuta all’erario per le concessioni dei beni demaniali. Se la posizione non sarà regolarizzata, ha spiegato l’assessore Sadegholvaad, scatterà la decadenza della concessione con la riassegnazione del bene.

Tra i due litiganti, i lavoratori restano a casa. Ma l’iniziativa economica privata non dovrebbe svolgersi senza contrastare l’utilità sociale? In più su una concessione demaniale“. Lo scrive Mirco Botteghi della Filcams Cgil di Rimini a cui si sono rivolti 14 dei 22 dipendenti che mercoledì mattina si sono trovati nell’impossibilità di entrare nel locale nel quale lavoravano fino alla sera precedente. C’era infatti il fabbro a cambiare le serrature dopo l’accoglimento da parte del Tribunale di un’impugnazione che ha portato alla restituzione provvisoria dell’azienda ai titolari della concessione. La Cgil ha chiesto un incontro urgente a concessionari e gestori dell’America Graffiti proprio con l’obiettivo prioritario di tutelare i posti di lavoro.

“A venerdì sera ci era arrivata la risposta dei gestori che hanno dovuto restituire il bene – ci dice Botteghi – li incontreremo lunedì pomeriggio.” “Noi chiediamo di garantire la continuità aziendale – prosegue – e le questioni sono due: i crediti che i lavoratori vantano e la continuità occupazionale. Ma il tema di fondo è che si deve comprendere che l’impresa non sono quattro mura ma è fatta delle persone che vi lavorano e queste vanno tutelate. Il fatto che una vicenda di questo tipo accada su una concessione demaniale è sintomatico del fatto che serva una regolamentazione più precisa.

Stiamo lottando strenuamente per poter riaprire il nostro/vostro locale e restituire così serenità a tutti i ragazzi nostri collaboratori” si legge sulla pagina Facebook del locale.

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