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di Redazione   
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gio 28 feb 2019 09:24 ~ ultimo agg. 19:01
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I carabinieri del Nas di Bologna hanno scoperto uno studio medico di Rimini che utilizzava una particolare apparecchiatura convenzionalmente denominata “centrifuga del sangue” per erogare trattamenti estetici in assenza di una specifica autorizzazione. Confermato il potenziale rischio biologico e infettivo a causa della non corretta manipolazione del sangue e dei suoi derivati, i militari hanno proceduto al sequestro del dispositivo medico. La dottoressa, una 35enne riminese, è stata denunciata alla Procura di Rimini sulla base dell’art. 193 del testo unico delle leggi sanitarie.

Il trattamento praticato nello studio medico era denominato PRP (plasma ricco di piastrine), che altro non è che un potente concentrato di fattori di crescita in grado di stimolare la rigenerazione dei tessuti. Si ottiene grazie a una tecnica che prevede la centrifugazione del sangue autologo (cioè prelevato dallo stesso paziente) all’interno di un processo che termina con la produzione di una parte di plasma ad alta concentrazione di piastrine. Per poter eseguire tale terapia, la struttura in questione avrebbe dovuto possedere l’autorizzazione all’utilizzo di emoderivati. Da qui la denuncia nei confronti della dottoressa del centro medico.

 

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