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Le critiche del sindacato

Bilanci comunali. Cgil: scarso confronto, Riccione e Rimini i peggiori

In foto: Primo Gatta della Cgil
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 17 dic 2018 16:25 ~ ultimo agg. 22:00
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Quella che si apre, è una settimana cruciale per i bilanci di tutti i comuni del riminese che andranno ad approvare il documenti. Lo spiega una nota della Cgil che fa il punto sulla contrattazione sociale. Partendo però da un presupposto: “la manovra economica del Governo, nel capitolo sui tagli alla spesa pubblica, rispetto allo scorso anno contiene la sottrazione di 1 miliardo di euro di trasferimenti ai Comuni. Inoltre, non prevede la proroga del blocco sull’aumento della tassazione locale e in particolare sull’addizionale Irpef.
Secondo il sindacato si continua quindi a “scaricare sulle Amministrazioni periferiche e di conseguenza sui cittadini, il peso della tassazione per poter coprire il fabbisogno locale di servizi e spesa sociale”.
Ma non è l’unico problema. La Cgil denuncia il fatto che in “diversi ambienti politici e amministrativi” si sia fatta strada “una sorta di insofferenza verso il sindacato e l’idea che il dialogo sociale sia un esercizio di democrazia partecipativa di cui si può fare a meno”. La Cgil parla di “disintermediazione, il superamento della rappresentanza, il rapporto diretto tra chi “comanda” e il popolo. Una strada molto pericolosa che magari non viene espressa esplicitamente, ma che viene perseguita nei fatti”. Un esempio su tutti, per la Cgil, è il fatto che si invitino “le Organizzazioni sindacali a discutere del Bilancio a poche ore dal voto nei vari Consigli Comunali” oppure non si consideri “per nulla la richiesta di incontro come hanno fatto, ad esempio, Misano, Novafeltria, Verucchio”.
Ma, nei comuni in cui si è svolto, come è andato il confronto con le amministrazioni? A Santarcangelo, spiega la Cgil, ci sono le condizioni per raggiungere un accordoe forse sarà l’unico ad essere sottoscritto, almeno per la CGIL”. “In questo Comune – prosegue la nota – dove si praticano buone relazioni sindacali, è stata aumentata la soglia dell’esenzione per l’addizionale Irpef da 13mila a 15mila euro e, per lo scaglione 15mila -28mila euro è stata applicata una riduzione del tributo come da noi richiesto. Abbiamo incontrato disponibilità a discutere delle strutture che ospitano gli anziani, anche alla luce degli ultimi orribili fatti di cronaca, e condivisione sulla necessità di aprire un tavolo provinciale sullo sviluppo.

A Morciano – prosegue il resoconto della Cgil – dove le relazioni sindacali procedono correttamente, non si chiuderà proprio con un accordo, ma è prevedibile la sottoscrizione di un verbale di incontro. Nel merito del Bilancio abbiamo espresso sostanzialmente un giudizio positivo pur ribadendo la necessità di eliminare o ridurre l’addizionale Irpef”.

Proseguendo “neppure nel 2019 il Comune di Bellaria introdurrà la tassa di soggiorno, mentre manterrà l’addizionale Irpef. Anche per questo il nostro giudizio rimane negativo”.

Per quanto riguarda San Giovanni in Marignano “hanno dichiarato – scrive il sindacato – di essere costretti a rimodulare l’aliquota Irpef introducendo degli scaglioni (fino ad oggi avevano utilizzato una sorta di flat tax), ma riducendo l’esenzione da 13mila a 7mila euro. Di fronte alla nostra contrarietà sembra che porteranno il limite almeno a 10mila euro, ciò non toglie che il nostro giudizio permane negativo perché l’aumento del gettito dell’addizionale graverà ancora una volta su lavoratori dipendenti e pensionati che già contribuiscono per l’84%”.

Nulla di fatto con l’Amministrazione Comunale di Cattolica con la quale “abbiamo avuto un incontro, ma non è stato possibile fare una discussione di merito perché non ci sono stati forniti elementi conoscitivi sufficienti. Attendevamo di essere riconvocati ma ciò non è ancora avvenuto. Da aggiungere che l’accordo stretto con la precedente Amministrazione per l’eliminazione dell’addizionale Irpef dal gennaio 2017, continuerà a non essere rispettato dall’attuale Amministrazione”.

Ma le note dolenti riguardano i comuni più grandi, Riccione e il capoluogo Rimini dove, spiega la Cgil, “entrambe le Amministrazioni Comunali non hanno mantenuto corrette relazioni sindacali in merito ai Bilanci rendendosi disponibili a incontrarci a ridosso dei Consigli Comunali senza la possibilità di modifiche da parte sindacale. In particolare, per quanto riguarda il Comune di Riccione, ci preoccupa la scelta isolazionista del Comune, una sorta di sovranismo di periferia che ha già prodotto, per esempio, l’uscita dall’Acer e dall’Università”.

E’ indispensabile – conclude la Cgil – un salto di qualità fondato su un confronto permanente e non solo al termine del percorso sul Bilancio di previsione e sulla sua parte corrente, ma fin dall’elaborazione delle linee di programmazione della manovra; non solo sulla tariffazione locale, ma anche sugli investimenti, sugli appalti pubblici, sulla mobilità, l’ambiente, l’urbanistica e tutto ciò che è nell’interesse dei cittadini. Questo a prescindere dal colore politico delle Amministrazioni Locali verso cui la CGIL rivendica la sua totale autonomia”.

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di Redazione   
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