martedì 11 dicembre 2018
In foto: la sede provinciale di via Dario Campana
di Andrea Polazzi   
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mar 9 ott 2018 14:34 ~ ultimo agg. 10 ott 13:44
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Nel 2014 era stato chiesto al comune di Rimini, e al suo sindaco, di prendersi carico della Provincia e presidiare un territorio alle prese con partite complicate, come ad esempio la nascita dell’Ausl Romagna, e con un Ente svuotato di risorse ma non di funzioni. “In questi anni abbiamo tenuto su la baracca” dice Andrea Gnassi aggiungendo che “è finito un ciclo”. Per il presidente uscente arriva quindi un passo indietro per le nuove elezioni del 31 ottobre (al voto 353 tra sindaci e consiglieri dei comuni della provincia). Il candidato per il centro sinistra dovrebbe essere l’attuale vicepresidente, Riziero Santi (vedi notizia).

Presidenza provincia. Gnassi non si ricandida: ciclo finito

Dando l’annuncio, Gnassi (ricordando di essere stato contrario alla loro eliminazione senza una riforma organica in ottica federalista) ripercorre gli anni difficili della provincia di Rimini (così come delle altre in Italia): dalla legge Del Rio che nel 2014 ne sancì la cancellazione al Referendum del 2016 che le ha mandate in rianimazione. Scuole e strade rimaste da gestire ma praticamente senza finanziamenti dallo Stato, anzi con il Governo a trattenere anche le poche entrate dirette rimaste come l’addizionale sulla RcAuto. “Abbiamo evitato il tracollo” dice il presidente ricordando il taglio di 500mila euro alle spese di funzionamento dell’Ente e quello di 800mila euro agli affitti. Senza dimenticare la gestione della vicenda del personale, passato da 257 a 80 persone. “Ci siamo poi concentrati sulle priorità” – prosegue Gnassi – “in primis le scuole, con 17 milioni investiti per il nuovo Valgimigli, il Savioli di Riccione, il Molari di Santarcangelo, il Malatesta, il Valturio e il Marco Polo di Rimini, il Tonino Guerra di Novafeltria.” L’altra priorità sono state le strade. “Il mio ultimo atto da presidente della provincia” – rivela Gnassi – “è stata oggi la firma sulla convenzione per gli interventi da realizzare sulla Statale 16. Dopo tanti anni si parte. L’obiettivo è aprire i cantieri nella seconda metà del 2019“. Si tratta degli interventi che erano stati chiesti a Società Autostrade come contropartita alla realizzazione della terza corsia della A14.

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