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ven 23 mar 2018 09:35
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Il tema di un Paese sempre più complesso, multietnico, multi religioso, attraversa il dibattito pubblico e coinvolge nel profondo ogni settore della società. E con un incontro chiaro fin dalla scelta del suo titolo, Muri o ponti: l’integrazione come possibilità, i giovani della Consulta provinciale degli studenti lo hanno voluto proporre confronto e riflessione su una argomento così difficile e attuale, ai loro colleghi riminesi.

Sabato 24 marzo saranno 800 i giovani che dalle 8.30 alle 12.30 ascolteranno testimonianze e interventi di chi, con un muro o un ponte, ci si confronta ogni giorno. Sul palco del centro Tarkovskij saliranno Abdoulaje Mbodj, di origini senegalesi e primo avvocato africano del foro di Milano; Luna El Maataoui, seconda generazione di un famigli arrivata dal Marocco, studentessa universitaria di scienze giuridiche e Marouen Bejaoui, a sua volta di origini tunisine e studente universitario di Filosofia. Di particolare significato sarà l’intervento di Valeria Khadija Collina, autrice del libro “In nome di chi”, in cui racconta la drammatica del figlio Youssef, diventato kamikaze islamico e morto durante uno degli attentati avvenuti nel 2017 a Londra.

A moderare gli interventi e, soprattutto, la parte della mattina destinata alle domande del pubblico lo scrittore e giornalista Giorgio Paolucci, autore di libri quali: “Cento domande sull’islam” (Marietti, 2002), e “I cristiani venuti dall’islam” (Piemme, 2005).

“L’Ufficio Scolastico Provinciale ha accolto volentieri la provocazione culturale degli studenti della Consulta di Rimini, che da tempo volevano mettere a tema l’integrazione e l’accoglienza, pensando ai tanti amici di classe che, di origine straniere, oggi siedono nei banchi di scuola accanto a loro – spiega Franca Berardi responsabile Ufficio Studi-Formazione-Politiche inclusive e giovanili-Esami di Stato per Forlì, Cesena e Rimini – è nato così un vero e proprio evento che ha richiamato in pochi giorni tanti studenti, molti dei quali non hanno potuto trovare ospitalità nell’ampio teatro Tarkovskij. Sarà un confronto serrato anche sui temi della cittadinanza, giacché non si diventa cittadini solo attraverso una legge o un assistenzialismo vuoto e diseducativo, ma vivendo la propria dimensione di cittadinanza attiva sul territorio, chiamando i giovani a riflettere, ad argomentare e a formulare giudizi adeguatamente soppesati”.

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