Indietro
menu
Attualità

Immobile occupato. Lisi risponde a Mauro: ci siamo mossi secondo la legge, no improvvisazioni

In foto: L'assessore Lisi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: < 1 minuto
lun 19 giu 2017 16:53
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura < 1 minuto
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

“Stupisce, ma ormai neanche più di tanto, l’assenza dei fondamentali non solo politici, ma anche tecnico-amministrativi del consigliere Gennaro Mauro”. Così il vicesindaco Gloria Lisi risponde al consigliere che l’ha accusata di lassismo per un appartamento di Acer Rimini occupato abusivamente nelle scorse settimane (vedi notizia).
Come il consigliere dovrebbe ben sapere, anche e soprattutto in considerazione delle tante telefonate con cui ha tempestato gli uffici di Acer in questi giorni – spiega la Lisi – già dal 1° giugno scorso Acer, che ha applicato rigorosamente quanto prevede la legge e non abbracciando opinioni maldestre, ha tempestivamente provveduto a fare richiesta alle società di erogazione delle utenze (acqua, luce e gas) di piombare i contatori dell’appartamento occupato”. Acer, informa il vicesindaco, ha anche presentato denuncia alla questura per occupazione abusiva, depositando in Procura un’istanza di sequestro preventivo dell’immobile. L’amministrazione ha emesso formale diffida nei confronti degli occupanti abusivi già dal primo giugno. “Ci siamo mossi e ci stiamo muovendo rigorosamente come previsto e dettato dalla Legge – precisa la Lisi – non stiamo adottando soluzioni ‘alla carta’, che paiono uscite dalla saga Disney di ‘Pirati dei Caraibi’, improvvisate e magari controproducenti come avrebbe potuto essere il ‘blitz’ che il consigliere Mauro suggeriva e che, sempre Legge alla mano, avrebbe paradossalmente consentito agli occupanti di avere in mano ‘armi’ di formale rivalsa nei confronti dell’Ente”. Dal vicesindaco poi un’ultima stoccata a Mauro: “ammetto che suona sempre singolare – conclude – che certi scivoloni siano opera di un consigliere che, mi pare, per la professione che svolge, dovrebbe conoscere alla perfezione certi meccanismi e certe leggi”.