mercoledì 16 gennaio 2019
In foto: una seduta del consiglio comunale di Riccione
di Andrea Polazzi   
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lun 27 feb 2017 14:45 ~ ultimo agg. 28 feb 11:20
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Non accenna a spegnersi l’eco della caduta dell’amministrazione Tosi a Riccione. Si susseguono le spiegazioni, i retroscena e i rimpalli di responsabilità sulla sfiducia arrivata giovedì sera con le 13 firme di dimissioni di consiglieri apposte nello studio di un notaio. Anche a mente fredda, il presidente del consiglio comunale Giulio Mignani di Forza Italia (di cui è anche responsabile provinciale) conferma che si è trattata di una brutta pagina: “sarebbe stato meglio” dice alla trasmissione di Radio Icaro e Icaro Tv Tempo Reale “che la decisione si consumasse in consiglio comunale.” Mignani ammette però che la Giunta quest’anno avrebbe avuto difficoltà con l’approvazione del bilancio (entro fine marzo) e una sfiducia in quel caso avrebbe significato un commissariamento più lungo. “Sapevamo delle difficoltà” – prosegue Mignani – “ma la linea di Forza Italia era quella di non staccare la spina alla Giunta Tosi“. La firma decisiva però è arrivata proprio da una consigliera del partito, Patrizia Fabbri. “La conosco, era esasperata, ha subito attacchi personali – dice Mignani – ma non avrebbe dovuto firmare. Si è mossa al di fuori delle linee del partito. Non è nel dna di Forza Italia comportarsi in questo modo.

Il malessere però era palese e, secondo Mignani, colpa del sindaco è stata quella di trascinare troppo per le lunghe la crisi. Forza Italia aveva proposto una soluzione per ricomporre la rottura con Unione Civica. “Avevamo messo sul piatto il nostro referente nelle partecipate e anche la presidenza del consiglio comunale ma il sindaco ha detto no – ammette – poi abbiamo scoperto che in una riunione carbonara aveva offerto a Unione Civica gli assessorati di Forza Italia. Questo lo abbiamo vissuto come un tradimento. Mi è sembrato un modo per liquidare Forza Italia.

Altro che poltrone” – dice invece Emanuele Montanari di Unione Civica sempre a Tempo Reale – “non ne potevamo più di non essere ascoltati e siamo stati costretti a prenderne atto. Non potevamo sopportare questo clima fino al prossimo anno: ci siamo guardati negli occhi e abbiamo pensato che era meglio andare tutti a casa subito.” Da Montanari arriva la conferma che il sindaco negli ultimi tempi aveva offerto alla lista gli assessorati di Forza Italia.

Sul futuro posizionamento delle due forze politiche nella prossima campagna elettorale è ancora tutto da vedere. Da Mignani arriva una tirata d’orecchi a Lega e Fratelli d’Italia per essersi subito esposti a favore della ricandidatura della Tosi senza prima sedersi intorno ad un tavolo con gli alleati.

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