domenica 20 gennaio 2019
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lun 27 ago 2012 13:22 ~ ultimo agg. 00:00
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“L’analisi – ricorda la nota – incrocia i dati dei redditi e dei consumi (in particolare sono stati utilizzati sette indicatori di benessere, dalle ville alle auto di lusso) e i redditi dichiarati, individuando nella distanza tra i due elementi il potenziale ‘rischio evasione’. Se la Regione Emilia Romagna si conferma come quella più virtuosa nel Paese, pur perdendo punti rispetto all’analoga ricerca del 2006, la provincia di Rimini si colloca all’ultimo posto in ambito regionale, al cinquantanovesimo posto in Italia, peggiorando di otto posizioni rispetto alla già non lusinghiera rilevazione precedente, con valori distanti dalla media delle altre province emiliano romagnole, limitrofe comprese. E’ pur vero che il quadro nazionale evidenzia come la grave crisi economica si rifletta pesantemente sulle economie storicamente più produttive. Segno che il pesante stress cui sono sottoposti alcuni fecondi sistemi economici settentrionali, potrebbero indurre a ulteriori ‘tentazioni’ di fuga verso il sommerso. Pur prendendo in esame altre motivazioni- il progressivo ricorso all’indebitamento o ai risparmi per ‘coprire’ i consumi- Rimini si conferma però zona ad congruo rischio evasione, causa l’emergere di squilibri fiscali che, secondo l’indagine, possono essere considerati come dei veri e propri indicatori.
Questi dati ci segnalano ancora una volta la profondità del problema fiscale nel territorio riminese, anomalo anche rispetto alle aree dall’economia omogenea. Se pare quasi banale richiamare uno scatto d’orgoglio che convinca il sistema nella sua interezza a riconoscersi in un maggiore rispetto dell’etica come principio fondante la coesione sociale, va altresì rimarcata la componente economica di tale sottrazione di risorse che rende più difficili gli investimenti necessari a stare sul mercato. E’ un aspetto questo non ancora colto nella sua drammatica pienezza e, se non affrontato, porta con sé il rischio ‘tramonto’ per un’area che ha un bisogno incessante di modernizzare e riqualificare la propria dotazione infrastrutturale per vincere la sfida della concorrenza e garantire lavoro e benessere. Gli strumenti per intervenire non stanno sulla luna, qualcuno lo indica lo stesso ‘Sole 24 Ore’, molti stanno in capo all’esecutivo centrale, qualcuno di meno agli enti locali. Ma è la convinzione della priorità della ‘guerra’, come l’ha definita lo stesso Presidente Monti, l’elemento centrale di ogni strategia di contrasto. Se manca questa, non tanto una classifica periodica ma un futuro sempre più incerto penalizzerà l’intera collettività”.

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di Simona Mulazzani
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