venerdì 18 gennaio 2019
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mer 6 giu 2012 19:05 ~ ultimo agg. 00:00
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Per Morolli, che respinge la necessità di “badanti” nel gruppo consigliare, quello sul bilancio è un impegno che la città stessa chiede al sindaco e alla giunta di portare avanti per rispondere alle difficoltà della crisi.
Spazio di confronto, e anche di espressione delle perplessità, ce n’è stato in abbondanza in questi mesi, ribadisce la Donati che ricorda ad Agosta la responsabilità politica dei consiglieri.
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L’intervento di Mattia Morolli

“In politica ci si confronta, e poi si va avanti per rispetto degli impegni presi con la città e con la sua comunità.
In queste ore all’interno del gruppo consigliare del Pd è innegabile che si stia sviluppando una dialettica, che però va precisata in alcuni punti:
al gruppo non occorrono nè tate e nè badanti; siamo persone che sanno scegliere e difendere in autonomia il loro pensiero ed il loro ruolo. Un ruolo giocato sui territori, nei circoli, tra le persone e nelle sedi opportune.
In questo primo anno amministrativo è normale che alcune cose devono e saranno migliorato, il confronto tra queste. Ma proprio sul bilancio, una discussione che ormai tocca i 5 mesi di riunioni, convolgendo gruppi consigliari e iscritti dei partiti – tutti, nessuno escluso – di maggioranza c’è stato il punto massimo di confronto.
Attualmente è proprio Rimini, la sua comunità, a chiedere al Sindaco ed alla maggioranza di andare avanti. Siamo reduci dal quarto inverno di crisi economica, con il tema di una stagione estiva che potrebbe risultare difficile alle porte. Meno che mai, proprio ora, dobbiamo retrocedere e non pensare a portare avanti atti di innovazioni necessari per la città e per la sua comunità.
Non possiamo lasciare spazio alla demagogia o a proposte politiche da sempre respinte dai riminesi, adesso è il momento di proporre azioni forti e lungimiranti per il futuro della città.
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L’intervento di Sara Donati:

Desidero esprimere, il mio disappunto per il risultato ottenuto in Commissione Congiunta lo scorso martedì. Lasciare l’aula e mettere in discussione gli atti regolamentari del bilancio, è grave. Il lavoro sulle tematiche del Bilancio
richiede responsabilità, studio, analisi delle opzioni, valutazione dei risultati. Però poi occorre decidere. Il gesto di alcuni dei nostri
consiglieri, mi ha sorpresa, ma non mi fa spostare dalla direzione intrapresa come Partito Democratico. Abbiamo ampiamente discusso i temi affrontati sui regolamenti del bilancio, abbiamo espresso pareri diversi, leciti e doverosi in un contesto democratico e riformista come il nostro.
In Commissione Bilancio sono presente e sento la responsabilità che deriva dall’esprimere il parere sulle aliquote Imu, Irpef, Iscop e Imposta di
soggiorno, leve da utilizzare per far restare competitiva e al passo con i tempi la mia città, per garantire i servizi.
Esprimo e ho sempre potuto esprimere durante le riunioni e i numerosi incontri fatti, considerazioni, critiche, proposte. In alcuni casi ho riportato anche perplessità e istanze arrivate dal circolo che frequento e di cui sono Segretario; così come il capogruppo dovrebbe fare sintesi e di essere rappresentativo dei consiglieri. Comprendo l’intento del Capogruppo
Agosta, ma non condivido l’affermazione uscita sulla stampa di ieri. Come consigliere ho la possibilità di esprimere un voto e devo rendere conto agli elettori ogni giorno, quando li incontro, quando discutiamo dei temi, quando mi faccio interprete di esigenze della città, quando motivo e illustro le decisioni prese o l’allocazione delle risorse, come ogni collega consigliere. Occorre allora anche agire quanto più in conformità al ruolo di rappresentanza che, pro
tempore, abbiamo scelto di interpretare.

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