venerdì 14 dicembre 2018
In foto: Siglato oggi a Bologna l'accordo: entro luglio nascerà la Società aeroporti di Romagna. La nuova holding raggrupperà le partecipazioni di Seaf-Forlì, Aeradria-Rimini e della Regione in un soggetto societario unico.
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lun 11 lug 2011 19:12 ~ ultimo agg. 00:00
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Prima della fine del mese di luglio nascerà la “Società aeroporti di Romagna” (Sar). Ma prima di qualsiasi fusione i soci dovranno far fronte alle proprie perdite di bilancio.
Soci di riferimento sono Regione, Province di Rimini e Forlì-Cesena, Comuni di Rimini e Forlì. Le realtà coinvolte nella fusione, hanno siglato oggi pomeriggio un protocollo di intesa a Bologna, nella sede della Regione, in cui si impegnano alla costituzione della Sar nella quale effettueranno conferimenti, sia azionari che in denaro. La Regione era rappresentata dall’assessore Alfredo Peri, presenti inoltre i presidenti delle Province di Rimini e di Forlì-Cesena, Stefano Vitali e Massimo Bulbi, i sindaci di Rimini e Forlì, Andrea Gnassi e Roberto Balzani.

La scheda dell’accordo trasmessa dalla Regione;

All’atto della costituzione la Regione conferirà in Sar le partecipazioni che detiene attualmente in Seaf e in Aeradria. La Sar a sua volta acquisirà ulteriori quote di Seaf e contestualmente parteciperà all’aumento di capitale sociale di Aeradria e 1,5 milioni di euro.
Gli Enti pubblici , al fine di poter conferire nella Sar tutte le azioni possedute in Aeradria e Seaf, stanno già conducendo le operazioni di valutazione aziendale, la cui ultimazione è prevista entro il 31 agosto. Inoltre, gli Enti soci si sono impegnati a deliberare quanto prima, nei rispettivi organi istituzionali, il conferimento nella Sar di tutte le azioni possedute in Aeradria e Seaf.
Governance della Sar
La Sar sarà inizialmente amministrata da un consiglio di amministrazione composto da tre membri, di cui uno designato dalla Regione Emilia-Romagna, con la carica di presidente, uno nominato di comune accordo dalla Provincia e dal Comune di Rimini attraverso Rimini Holding Spa, e il terzo designato di comune accordo dal Comune di Forlì, attraverso Livia Tellus Governance Spa e dalla Provincia di Forlì-Cesena. Nello stesso modo saranno nominati i membri del collegio sindacale.
I membri non percepiranno alcun compenso per la carica ricoperta, fino a quando gli Enti soci non avranno conferito le loro partecipazioni in Sar e la Società Aeroporti di Romagna non avrà approvato un piano industriale.
Piano industriale di sviluppo
La Sar elaborerà entro il prossimo 30 settembre, con i consulenti di Aeradria e Seaf, un piano industriale dell’attività di sviluppo che tenga conto delle necessarie azioni di razionalizzazione da individuare e realizzare sulle gestioni dei due aeroporti di Rimini e Forlì. Il piano dovrà inoltre considerare le sinergie che possono generarsi attraverso l’integrazione delle rispettive gestioni, anche tramite la centralizzazione delle funzioni aziendali. Nel piano, inoltre, dovranno essere indicate le esigenze del fabbisogno finanziario di Aeradria e Seaf prevedibili entro la fine dell’anno 2011.
Gli Enti pubblici convengono che le linee guida del piano industriale di sviluppo prevedano anche l’ingresso nel capitale sociale della Sar di un partner industriale da ricercarsi nelle forme previste dalla normativa vigente e l’incorporazione nella Sar di Aeradria e Seaf, una volta verificato e condiviso con Enac l’iter necessario da percorrere.
Fino a quando non sarà effettuata la fusione tra le due società partecipate da Sar (Seaf e Aeradria), gli attuali soci faranno fronte alle eventuali perdite di esercizio delle stesse società.
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La nota di Comune e Provincia di Rimini:

Si tratta di una operazione, questa della Holding Regionale, che non pregiudica, ma piuttosto interagisce, con i piani di sviluppo di Aeradria che proseguono e vedranno il Comune di Rimini impegnato nella sottoscrizione dell’aumento di capitale nelle prossime settimane mentre la Provincia ha già sottoscritto la propria quota.
Nel frattempo Provincia e Comune di Rimini partecipano al tavolo regionale per verificare le condizioni per costruire un player Romagnolo con un fisico e la professionalità per stare su un mercato destinato all’espansione e che potrà richiedere ulteriori aggregazioni ed alleanze.
L’attenzione pertanto della Provincia e del Comune di Rimini è stata tutta incentrata nel garantire che il percorso regionale fosse rispettoso, ma ancor di più moltiplicatore, delle prerogative di sviluppo fin qui caparbiamente perseguite dallo scalo riminese.

Per tali ragioni, il protocollo firmato in regione, ha come scopo fissare i tempi, ma SOPRATUTTO le condizioni, all’avverarsi delle quali, la SAR potrà diventare vera e propria Holding Romagnola dei cieli.

Le condizioni salienti possono essere individuate ne:
1) prima del conferimento delle azioni delle attuali società di gestione degli Aeroporti nella SAR i soci dovranno farsi carico delle perdite o sofferenze delle proprie società
2) il conferimento delle azioni delle attuali società di gestione degli Aeroporti nella SAR avverrà sulla base di valutazione del valore delle società a cura dei tecnici già incarricati da SAF e Aeradria
3) prima della confluenza delle azioni delle attuali società di gestione degli aeroporti nella SAR devono essere messi a punto i meccanismi societari per i quali eventuali perdite di esercizio dei singoli scali saranno, anche in futuro, ripianate dai rispettivi soci delle attuali società di gestione.
4) analogamente a quanto previsto nel punto 2), prima della confluenza delle azioni delle attuali società di gestione degli aeroporti nella SAR devono essere messi a punto i meccanismi societari per i quali eventuali utili di esercizio dei singoli scali saranno, anche in futuro, ripartiti a favore dei rispettivi soci delle attuali società di gestione.
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La nota di Comune e Provincia di Rimini:

“Ci è sembrato naturale, e quindi giusto” dichiarano il Sindaco Gnassi e il Presidente Vitali “che Rimini stia dentro il ragionamento che la Regione sta costruendo in campo aeroportuale. Per tre ragioni fondamentali” continuano gli amministratori Riminesi “La prima perché è difficile in una operazione del genere prescindere dal Know How che Rimini può portare; la seconda perché l’impostazione che è stata data alla vicenda è di tipo industriale dove ciò che conta è la sostenibilità economica. La terza ed ultima, se l’operazione andrà in porto sarà più facile procedere verso accordi con partner forti e hub internazionali capaci di mettere in comunicazione la competitività turistica e fieristico-congressuale del nostro territorio con una parte importante del mondo”

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di Maurizio Ceccarini
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