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I segnali di ripresa non bastano per far ripartire l’economia

EconomiaProvincia

29 marzo 2011, 19:02

in foto: Il rapporto economico 2010 della provincia vede una ripresa del manifatturiero, ma la cassa integrazione è a livelli mai visti. Per il prossimo triennio è prevista una lenta crescita del Pil dello 0,5%.

E’ un’economia ancora con il freno tirato quella che emerge dal rapporto. La disoccupazione è al 9,3% ed è destinata a salire. Aumentano del 145% le ore di cassa integrazione. Tra i dati positivi la ripresa del manifatturiero, il saldo alla pari tra aziende che nel 2010 hanno aperto e chiuso. Aumenta l’export, tiene il turismo balneare, cresce quello congressuale. Ma la ripresa della prima metà dell’anno scorso si è fermata da giugno in poi e il 2011, con il terremoto in Giappone e la crisi in medioriente e Libia, sarà destinato a rallentare ulteriormente la ripresa. “Abbiamo dei segnali di riprea nel comparto immobiliare grazie al commercio con l’estero. – spiega Massimo Guagnini, Responsabile Area Economie Locali Prometeia – Sul turismo la situazione è più complessa perchè il turismo nazionale ha subito una riduzione, quello estero invece è cresciuto grazie anche ai flussi dalla Russia. Le maggiori sofferenze sono nel settore delle costruzioni. Con questo andamento Rimini, che fino al 2007 aveva dati in forte crescita, anche a confronto con le altre provincie della regione fa riscontrare un andamento molto debole”.
E sulla difficile situazione che Rimini vive dal presidente della Camera di Commercio Maggioli arrivano pesanti stoccate alla politica. “Quando ci si accapiglia troppo, quando lo scontro politico, e non solo politico vedi Fondazione della Cassa di Risparmio, raggiunge gli estremi, chi paga è la collettività. La politica – aggiunge il presidente della Camera di Commercio – e le strutture amministrative costano tanto, chiaramente le tasse derivano da quanto ci costa mantenere la nostra struttura amministrativa. Noi paghiamo tanto ma, secondo me, abbiamo un ritorno che non è proporzionale”.
Pasquinelli richiama invece ad una maggiore responsabilità, partendo proprio dalle frizioni vissute all’interno della stessa Fondazione. “La responsabilità in Fondazione l’abbiamo messa uscendo con questa soluzione unitaria. Uguale responsabilità, nè più nè meno, la chiediamo agli altri, politici, enti locali, impresa”

Massimo pasquinelli, presidente Fondazione Carim

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