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In foto: Dopo i problemi legati alle autorizzazioni sanitarie e a quelli burocratici con Sogliano, l'Ambra di Talamello è salva. Tramite l’accordo raggiunto tra Provincia e Ausl di Rimini, è stata tutelata la possibilità di infossare il formaggio in tutta la Provincia
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mer 25 ago 2010 17:37 ~ ultimo agg. 00:00
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Come la pizza cotta nel forno a legna aveva subito gli anatemi di Bruxelles, anche il formaggio di fossa fu messo sotto accusa dalla comunità europea per problemi di ordine igienico sanitario, in realtà mai riscontrati. Per il formaggio di fossa di Talamello, nel 2008, ci anche fu un problema burocratico legato alla rottura con Sogliano, per questioni di nome e di diversità del prodotto rivendicata dai produttori, che gli costò la perdita della denominazione di origine protetta, condizione necessaria per continuare ad infossare il pregiato formaggio. La comunità europea infatti, riconosce la deroga a chi produce sotto la tipologia ‘dop’ o ‘prodotto tradizionale’ cioè da almeno 25 anni. All’Ambra di Talamello mancano ancora due anni. Ora, il formaggio affinato nelle grotte di pietra arenaria, prodotto nelle 30 fosse presenti in Provincia di Rimini, (oltre a talamello anche a Montebello, Mondaino e Sant’Agata), ha un’autorizzazione speciale concessa dall’Asl.
Soddisfatto l’assessore alle attività produttive della Provincia di Rimini Jamil Sadegholvaad.

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