mercoledì 23 gennaio 2019
In foto: Fiducia al Governo Prodi ma perplessità sul partito democratico. Si è aperto oggi al palacongressi di Rimini il quarto Congresso dei Comunisti Italiani. Dal palco il segretario Diliberto rilancia l'ippotesi di una confederazione a sinistra.
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ven 27 apr 2007 17:59 ~ ultimo agg. 30 nov 00:00
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Il quarto congresso del Partito dei Comunisti Italiani si apre con l’inno d’Italia, con l’intera assise in piedi, compresi gli ospiti d’onore: il premier Romano Prodi, il vice Francesco Rutelli, ed il presidente della Camera Fausto Bertinotti e prosegue sulle note dell’Internazionale. È invece la relazione del segretario Olivero Diliberto ad aprire gli interventi ricordando subito che la data scelta per il congresso non è casuale visto che segue i congressi di Ds e Margherita che hanno segnato una svolta nel panorama poitico italiano. Il riferimento è al costituendo Partito Democratico.
“I Democratici di sinistra hanno tenuto il loro congresso. Vi ho assistito e l’ho seguito con rispetto, ma non ho nascosto la mia tristezza”. Ha detto Diliberto. “Si tratterà – ha proseguito – di un partito di centro-sinistra che guarda al centro, ribaltando il vecchio assunto della Democrazia cristiana. La deriva, anche al di là della volontà dei singoli e della enorme buona fede dei militanti – carne della nostra carne – sarà inevitabilmente moderata”.

Il segretario dal palco torna a rilanciare la confederazione di tutte le forze della sinistra italiana. “Dobbiamo ripartire per cimentarci in una strada di unità – ha detto – “Riproponiamo ai soggetti della sinistra, non solo ai partiti ma anche alle associazioni, alle organizzazioni dei lavoratori, ai giornali della sinistra, alle singole personalità, a tutti insomma, riproponiamo di iniziare finalmente a parlarci e a ragionare non più sul se, ma sul come procedere sulla strada dell’unità”.

Positiva, in proposito, la risposta del premier Romano Prodi che, nel corso del suo intervento ha detto: “Caro Oliviero, non posso che essere contento di questo sforzo di costruire l’unità della sinistra purché proseguiamo insieme per fare fronte comune rispetto a una destra ottusa”. Per Prodi la destra è ottusa ma anche “senza aperture sociali, culturali, quelle che il nostro governo ha saputo portare avanti, anche se con fatica in questo primo anno”. Infine così il premier sul PD: “Il Partito democratico sarà orgogliosamente di centrosinistra e anche chi non ha condiviso questo percorso credo potrà ritrovarsi insieme più avanti”.

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