giovedì 13 dicembre 2018
In foto: "Il governo deve avviare il confronto per pervenire ad una proposta risolutiva" e "eliminare lo stato di incertezza che penalizza da quasi due anni un intero comparto produttivo":
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gio 6 ott 2005 18:37 ~ ultimo agg. 00:00
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Sono le richieste contenute nel documento sulla rideterminazione dei canobi delle
concessioni demaniali marittime, approvato all’unanimità dagli assessori regionali a turismo e commercio, riuniti a Roma per il
coordinamento interregionale.
Alla vigilia della scadenza dell’ultima proroga per la definizione del decreto di revisione dei canoni demaniali marittimi, prevista il 31 ottobre, le Regioni “esprimono profonda preoccupazione” e chiedono all’esecutivo di “rinviare la decorrenza di ogni aumento dei canoni di concessione demaniale marittima fino all’entrata in vigore del provvedimento di rideterminazione, ribadendo fin d’ora l’opposizione all’aumento indiscriminato del 300%”.
Nel documento, trasmesso alla conferenza dei presidenti, gli assessori chiedono anche che sia ricostituito il tavolo tecnico costituito il 5 agosto 2004 presso la Presidenza del Consiglio
dei Ministri, “al fine anche di convenire nuovi criteri di determinazione del canone, che tengano conto delle diverse tipologie, dei periodi di utilizzo e dei differenti regimi
giuridici dei beni”.
“Ancora una volta andiamo verso la scadenza dell’ennesima proroga, la quarta in due anni – ha commentato l’assessore a turismo e commercio della Regione Emilia-Romagna, Guido Pasi –
senza che il Governo dica cosa intende fare. C’é da temere il peggio: di sicuro il quadruplicamento del 2004 e 2005 dovrà essere riscosso, e per il 2006 cosa si prepara? Si parla insistentemente di una cartolarizzazione del demanio marittimo che potrebbe essere inserite in finanziaria. Speriamo invece che
si cerchi l’intesa con le Regioni”. (Ansa)

Su questo tema, é arrivato un commento del SIB; sindacato operatori balneari, dal titolo “Gli imprenditori balneari sono in perfetta sintonia
con gli Assessori regionali al turismo”:

“Apprezziamo molto la presa di posizione degli Assessori regionali espressa, oggi, nel documento unitario approvato dal ‘Coordinamento interregionale in materia di demanio marittimo’, afferma Riccardo Borgo, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente alla FIPE/Confcommercio, e auspichiamo lo stesso atteggiamento da parte dei Presidenti delle Regioni la prossima settimana. Questo dimostra – se ce ne fosse ancora bisogno – che la determinazione dei canoni demaniali marittimi costituisce un problema non solo per i balneari, ma per l’intero comparto turistico italiano”. Gli Assessori regionali hanno colto in pieno il segnale di preoccupazione e allarme ribadito dagli imprenditori anche nel recente convegno unitario di Rimini, (che ha visto la costituzione di un “Comitato Permanente” da parte delle tre organizzazioni di categoria), e pongono al Governo una serie di indicazioni tendenti a definire, una volta per tutte e d’intesa con le Organizzazioni di categoria, un problema la cui mancata soluzione oltre che a mettere a rischio molte aziende, ne condiziona sia lo sviluppo che la crescita, oggi sempre più indispensabili per far fronte alla recessione in atto nel comparto.
“Ci sembra importante sottolineare anche la proposta di suddivisione tra Stato e Regioni dell’importo dei canoni demaniali, continua Borgo, l’85% dei proventi di cui le regioni fanno richiesta sono finalizzati non solo per far fronte alle spese di gestione della delega, ma anche e soprattutto per realizzare gli ingenti impegni di ripascimento degli arenili, tema questo che, se non affrontato con la dovuta celerità e decisione, rischia di compromettere la stessa sopravvivenza di molti dei nostri litorali”.

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