martedì 11 dicembre 2018
In foto: Lunedì (Turno D, in abbonamento, ore 21) il Teatro Ermete Novelli di Rimini (via Cappellini, 3) ospita "Tradimenti" di Harold Pinter, con Valerio Binasco, Iaia Forte e Tommaso Ragno, per la regia di Valerio Binasco. La scheda dello spettacolo:
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ven 7 dic 2001 16:09 ~ ultimo agg. 00:00
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“Per “Tradimenti” -dice l’autore Harold Pinter- quando ne ho capite tutte le
implicazioni, mi sono reso conto che c’era un solo modo di procedere a quel
modo che era andare a ritroso. Non è mica una furberia la mia. É solo il
trucco della memoria. La memoria è così. Comincia tutto dall’ultimo istante,
si riavvolge all’indietro. Solo che sopra c’é la testa o il cervello o la
logica o l’abitudine a pensare. Mettendo tutto alla rovescia ho preso la
memoria alla lettera, la memoria senza la logica, che è una macchina
stupida, come tutte le macchine”.
“Tradimenti” -dice il regista Valerio Binasco- mi interessa perché è un
dramma sulla memoria. La vicenda, in sé e per sé, mi pare secondaria.
Pinter, sulla scia di Cekhov e Beckett, fa a pezzi la convenzione di un
teatro fondato sull’intreccio, assumendo un atteggiamento fortemente ironico
nei confronti della “trama”. La tiene nascosta. Allude continuamente a
qualcosa di segreto. I suoi personaggi si esprimono come se fosse finita
l’epoca della lingua e fossero rimasti solo codici gergali. Inoltre
l’effetto ritardato della comprensione crea una tensione crescente,
ravvivata dalla scrittura ironicamente allusiva e spiazzante. Da tutto ciò
scaturisce l’aspetto meta-teatrale dei drammi di Pinter. E questo è un
effetto che mi interessa moltissimo.
Il caso di “Tradimenti”, anche se non sfugge allo stile ‘spionistico’
dell’autore, pare presentarsi come un’anomalia. Tutto è già accaduto. E di
quel che è accaduto tutto si sa. La “trama” è già finita. Cosa resta? Resta
il segreto dei cuori. Ne deriva una tensione drammatica enorme, pur
aggrappata al filo fragilissimo dei ricordi, perché i personaggi sono
trascinati a rivivere solo di ciò che -ora sappiamo- non si sono detti. O
che avrebbero potuto dirsi. La volontà ossessiva che governa la memoria
conduce i momenti della vita quotidiana in una zona quasi mitica. E c’é
morte, la fine delle cose, il niente”.
I biglietti per lo spettacolo sono in vendita al botteghino del Teatro
Novelli, dalle ore 10 alle ore 14, escluso festivi. Nel giorno di spettacolo
la biglietteria sarà aperta anche dalle ore 19 fino ad inizio di
rappresentazione.
Per informazioni: tel. 0541.24152 (Teatro Novelli), 0541.51351 0541.23847
(Ufficio Teatro).

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