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martedì 18 giugno 2024
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Calcio Serie C

Torres-Rimini, il pregara di Gabriel Raimondi

In foto: Gabriel Raimondi, allenatore del Rimini
Gabriel Raimondi, allenatore del Rimini
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
ven 8 set 2023 12:20 ~ ultimo agg. 9 set 15:54
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La prima di campionato non è andata come i tifosi biancorossi avrebbero voluto. Il Rimini ha esordito con una sconfitta interna contro la matricola Arezzo (1-2). Ed il secondo impegno di campionato, la prima trasferta ufficiale della stagione, non è certo dei più semplici, già a partire dal viaggio: la squadra romagnola sabato mattina si trasferirà infatti in charter in Sardegna per affrontare, alle 18:30, la Sassari Torres, nel primo turno corsara sul campo della Recanatese (1-2).

“L’isola è difficile per tutti – attacca l’allenatore del Rimini F.C., Gabriel Raimondi –, anche quando, mi ricordo, c’erano i campionati di Serie C tanti anni fa andare comunque a giocare ad Olbia, andare a giocare a Sassari, è sempre una trasferta particolare, perché tante volte trovi, come in questo caso, giocatori che sono del posto, che ci tengono in modo particolare. Sono impegnative dal punto di vista dell’ambiente. Però noi dobbiamo essere pronti. Sappiamo che il campionato è questo, sappiamo che il campionato è difficile, ed è una trasferta come tutte le altre”.

Come sta la squadra biancorossa? “Il Rimini sta meglio, decisamente meglio: abbiamo fatto un’altra settimana d’allenamento, per noi è importante, ogni giorno conta, non solo, ogni ora conta, per cercare, come detto una settimana fa, di “condizionare” i giocatori per 90 minuti. Lo stiamo facendo. Siamo contenti di quello che vediamo sul campo e siamo sicuramente qualche passo avanti rispetto alla settimana scorsa”.

Dal punto di vista fisico si vedrà in campo un miglioramento? “È normale che per migliorare una squadra, come dico sempre, tu devi essere “condizionato” per farlo. E sotto questo punto di vista credo che sarà un Rimini più intenso, un Rimini con più minuti nelle gambe, un Rimini che decisamente potrà alzare un pochino il baricentro, perché è quello che non mi è piaciuto vedere nel primo tempo contro l’Arezzo. Quello che potevamo fare in quel momento lì credo che ora potremo alzarlo questo baricentro, e soprattutto avere più intensità, che è quello che conta nel calcio”.

Gli assenti. “Domani non sono convocati Delcarro, Ubaldi, Lombardi, Ruffo Luci, poi vediamo perché c’è qualcuno che non è al cento percento, quindi speriamo stasera di capire come sono le condizioni”.

Torres-Rimini, il pregara di Gabriel Raimondi

Gli ultimi acquisti ci saranno? “Sono quasi tutti a disposizione, però per dire qualcosa di specifico devo aspettare qualche ora”.

Allievi e Tofanari sono fuori rosa? “Fuori rosa noi non abbiamo nessuno. Sono con noi, si allenano con noi. Sono situazioni diverse, che la società sta valutando. Speriamo qualcuno di loro di vederlo presto in campo”.

Sulla Torres. “Squadra tosta, perché sa quello che vuole, che sa come giocare, è una squadra che secondo me ha tanta intensità, una squadra che ha fatto degli acquisti importanti, tecnica. Bisogna rispettare come sempre l’avversario, ma bisogna rispettare anche che c’è un processo lì che viene da un po’ di tempo, sotto questo punto di vista potrebbero essere più avanti di noi, ma sicuramente la nostra rosa è competitiva come quella loro”.

Confermerà l’undici di partenza visto contro l’Arezzo? “Qualche cambiamento ci sarà, assolutamente sì”.

Se dovesse andare come contro l’Arezzo si aspetta qualche mugugno da parte dei tifosi? “Se devo pensare che alla seconda partita ci sia gente scontenta da come siamo arrivati all’ultimo giorno di mercato devo dire di no, non me lo aspetto. Però, quello sì, noi dobbiamo dimostrare un cambio di atteggiamento per quanto riguarda quelle che sono le nostre condizioni: condizioni atletiche, condizioni psico-fisiche, che stanno migliorando. Sotto questo punto di vista sono d’accordo con te, che ci deve essere un miglioramento. Ma il miglioramento non dipende tanto dal risultato, il miglioramento dipende sì da quello che propone la squadra, quello che è capace di fare. Sono convinto e spero anch’io di vedere un cambiamento, in questo senso, di aggressività, di atteggiamento, di voler qualcosa in più perché ora siamo “condizionati” meglio per farlo”.

Su cosa state lavorando? “Si è lavorato soprattutto in quello che sarà il Rimini del futuro perché il mercato ha detto che noi abbiamo ora una rosa di giocatori che hanno caratteristiche diverse da quelli con cui siamo partiti per il ritiro. Questa è la verità, non ci possiamo prendere in giro. Caratteristiche diverse non vuol dire che quelli che sono andati via erano meglio. Noi abbiamo una rosa competitiva, giocatori forti, ma che hanno caratteristiche diverse dagli altri. Credo che un allenatore quello che debba fare sia mettere questi i giocatori nelle migliori condizioni di fare bene, almeno così la penso io”.

Sul modulo. “Io credo di aver parlato con voi di una cosa: il modulo può essere importante per me, è relativo. È quello che chiediamo ai giocatori di fare in quel modulo lì. È normale che i nostri giocatori ora soprattutto, dopo che è finito, come ho detto prima, il mercato, hanno delle caratteristiche. Io voglio chiedere a loro di fare determinate cose. Il modulo può variare, può variare dentro la partita, può variare all’inizio. Non vi nascondo che l’ultimo allenamento oggi ci ha lasciati un po’, non dico preoccupati, ma con il pensiero che qualche giocatore non sia al cento percento. Quindi voglio vedere come passa la notte, voglio vedere come partiamo domani. Quello che non si negozia qua, come ho detto ai ragazzi, sono le cose che dobbiamo fare dentro quel modulo lì: dobbiamo avere intensità, dobbiamo essere più chiari in alcuni concetti, che loro hanno applicato molto bene magari in qualche amichevole, meno nell’ultima partita, dopodiché il modulo lo decidiamo anche l’ultimo giorno della settimana, non è un problema”.

Gli ultimi arrivati sono già in condizione di giocare o sono in ritardo di condizione? “Completamente a digiuno no, c’è qualcuno che è molto più avanti, quando dico molto più avanti è perché vedo che potrebbe fare 60-70 minuti, altri no, altri devono ancora avere la possibilità di allenarsi di più con noi perché allenarsi da soli o allenarsi magari con un gruppo ridotto di persone non è giocare a calcio, lo abbiamo visto già con qualche ragazzo che è arrivato all’ultimo. Quindi dobbiamo avere pazienza noi soprattutto perché è facile per un allenatore buttare dentro i giocatori, a volte puoi avere sfortuna, come nel caso di Lombardi, a volte devi capire che il giocatore non è pronto e lo puoi utilizzare 10 minuti, un quarto d’ora, 20 minuti, però non tutti sono “condizionati”, assolutamente”.

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