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Calcio Serie C

Rimini-Juventus Next Gen, la vigilia di Gabriel Raimondi

In foto: Gabriel Raimondi, allenatore della Rimini Calcio
Gabriel Raimondi, allenatore della Rimini Calcio
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 5 minuti
gio 14 set 2023 14:15 ~ ultimo agg. 15 set 16:22
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Il Rimini è partito con due sconfitte per 1-2, in casa con l’Arezzo e a Sassari contro la Torres. I biancorossi vogliono sbloccarsi al “Romeo Neri”, dove non hanno ancora vinto nel 2023. Venerdì sera (calcio d’inizio alle 20:45) arriva la Juventus Next Gen. Anche i bianconeri sono ancora a quota zero in classifica, avendo perso nella prima giornata a Pescara (3-1), ma devono ancora giocare la gara del 2° turno con la Recanatese (in calendario mercoledì 27 settembre).

“Dobbiamo pensare a vincere, dobbiamo pensare a fare punti, dobbiamo pensare a fare bene, a vedere la crescita della squadra, che per noi è quello che conta di più in questo momento, però non dimenticare mai che a questo giochino, come dico sempre, si gioca per punti, si gioca per vincere. Quindi per noi sarà sempre la cosa più importante quella di vincere, poi trovare il modo giusto per farlo, la crescita giusta per farlo è importante” attacca l’allenatore del Rimini F.C., Gabriel Raimondi.

Sulla Juventus Next Gen. “L’avversario è sicuramente una squadra fisica, una squadra tecnica, una squadra con talenti, una squadra giovane. È tutto da scoprire quando trovi questa squadra qui perché questi ragazzi, che hanno tutte le carte in regola per diventare dei campioni, possono trovare la giornata dove veramente fanno la differenza contro chiunque o magari la giornata in cui sono in difficoltà perché la mancanza di esperienza gli può giocare contro, però nessuno può mettere in discussione che è una squadra che ha dei talenti, e questo è sotto gli occhi di tutti”.

In questo momento è più importante fare punti o fare prestazione? “Cerco di essere più onesto possibile: sarei preoccupato se arrivassero dei punti senza la prestazione perché è ancora troppo presto, siamo all’inizio. Un vecchio allenatore in Argentina diceva: “i ragazzi sentivano che io ero il più bravo, che gli davo dei consigli, che la squadra… nel momento che ho iniziato a perdere, a perdere, a perdere, magari viene a mancare quella fiducia”, ma non solo dei ragazzi, della stampa, del pubblico. Quindi oggi non ti so dire che cosa è più importante tra i due. Per noi allenatori è sempre importante la prestazione perché ti permette di costruire qualcosa per il futuro, oggi diventa fondamentale anche iniziare a fare punti in questa giornata, è fondamentale”.

Rimini-Juventus Next Gen, la vigilia del tecnico del Rimini, Gabriel Raimondi

Confermerà il modulo usato contro la Torres? “No, il modulo a Sassari cambiava perché è vero che era un 5-3-2 o 3-5-2, come lo volete chiamare, noi alzavamo un centrocampista a pressare il terzo difensore loro e diventava un 3-4-3, poi diventava a tratti un 3-5-2. Credo di averlo detto più volte: quello che richiediamo ai giocatori è un 5-3-2, è un 3-4-3, è un 3-5-2, cambia, e quindi il modulo è confermato a metà e per certi momenti della gara, non sempre”.

Perché ha deciso di cambiare modulo dopo aver detto in precampionato che il Rimini avrebbe giocato a quattro in difesa? “Non per gli infortuni se non che a noi il mercato ci ha consegnato una squadra fatta di giocatori forti, però con determinate caratteristiche. Ho sempre pensato che le caratteristiche dei giocatori vengano prima di tutto, prima dei moduli. Quindi noi in questo momento secondo me abbiamo una squadra che potrebbe rendere di più giocando in una determinata maniera. Il mio compito è quello di far rendere i giocatori al meglio possibile. E non mi posso fissare con un modulo, l’ho detto. Credevo in un modulo determinato all’inizio della stagione, con giocatori di caratteristiche completamente diverse, la fine del mercato ha detto un’altra cosa. Secondo me la cosa più intelligente è quella di cercare di mettere i giocatori nella migliore condizione per far bene”.

Cosa è andato storto allora nel mercato del Rimini? “Non so se proprio è andato storto. Noi contavamo dei giocatori in rosa che a un certo momento abbiamo dovuto prescindere per diversi motivi. Quando vai sul mercato, soprattutto nell’ultima parte, magari in quel ruolo lì, con quelle caratteristiche, non trovi un giocatore così forte, e lo trovi in un altro ruolo, con altre caratteristiche. Sarei un bugiardo se dicessi che non sono arrivati qui dei giocatori di categoria, competitivi, forti, anzi noi abbiamo una rosa che è competitiva; è normale che è stata creata facendo di necessità virtù perché non tutti i giocatori che sono andati via con quelle caratteristiche sono stati rimpiazzati con altri giocatori con le stesse caratteristiche”.

A che punto sono i giovani? “Credo di non essere quello giusto per rispondere a questa domanda perché ritengo che il giocatore forte vada fatto giocare. Non credo molto a bruciare un giocatore, se un giocatore è forte va fatto giocare. Quello in cui dobbiamo essere pazienti noi è capire e supportare questi ragazzi il giorno in cui non faranno una grandissima prestazione. È lì la differenza. Ma i ragazzi che dimostrano qualcosa prima o poi vanno buttati dentro, fatti giocare, supportati. Questo non toglie che magari un giocatore giovane che ha fatto bene per qualche partita non giochi, e poi possa anche rigiocare. Loro hanno bisogno sicuramente di giocare, hanno bisogno di pazienza e hanno bisogno soprattutto dell’intelligenza dell’allenatore e delle persone che stanno con me di sapere che non sempre potranno giocare da 8, da 9. A volte ci sarà la prestazione sottotono, ce l’hanno anche i grandi, non solo i giovani. Quindi se noi individuiamo che un giocatore ha delle caratteristiche e soprattutto delle potenzialità per giocare va fatto giocare”.

Chi mancherà? “Ubaldi ancora per squalifica, Cernigoi non ha recuperato ancora l’infortunio muscolare, Delcarro sappiamo tutti che ha un lungo periodo di recupero, mancherà Lombardi, che si sta allenando con la squadra piano piano, facendo un piccolo inserimento, ma non è ancora pronto. Il giorno che ci saremo tutti sicuramente per me sarà un bel problema”.

Marchesi è pronto per giocare dall’inizio? “Marchesi non ha 90 minuti, quindi devo decidere ancora se fargli fare la prima frazione di gara o la seconda. Federico è arrivato qui, ci aveva messo tutto se stesso allenandosi praticamente da solo, ma sappiamo tutti quanti che giocare a calcio e allenarsi da solo sono due sport completamente diversi. Tu ce la puoi mettere tutta, ma nel momento in cui non hai il contrasto, non hai le movenze da giocatore, poi quando ti inserisci con la squadra queste cose le paghi. Quindi ora dobbiamo avere pazienza, però che non abbia 90 minuti non vuol dire che non possa partire dall’inizio”.

Con quanti under giocherà domani il Rimini? “Sicuramente non meno di tre, anche perché è una squadra composta da ragazzi giovani. Questo degli under secondo me a volte viene interpretato male. Perché per me un giocatore che ha fatto già qualche presenza, per me un giocatore che sa giocare a pallone, per me un giocatore che ha la personalità under o non under deve giocare. Rigiro la domanda: il 2000 rispetto al 2001 è un under? Qua parliamo di giocatori pronti o meno pronti. Posso capire un giocatore che deve esordire, del 2005, del 2004, qui possiamo parlare di un giocatore giovane che magari ha bisogno di un po’ più di tempo, ma degli under è relativo. Bisogna cercare di mettere dentro i ragazzi che hanno veramente delle qualità e che sono pronti a giocare”.

Quanti giocatori diversi ci saranno nell’undici iniziale rispetto a Sassari? “Nei primi 45 minuti credo un paio, devo ancora decidere”.


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