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venerdì 14 giugno 2024
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Calcio Serie C

Cosa abbiamo capito sin qui? Il punto sul mercato del Rimini di Cesare Trevisani

In foto: Un momento di Mantova-Rimini (Foto di Claudio Mazzocchi)
Un momento di Mantova-Rimini (Foto di Claudio Mazzocchi)
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
gio 24 ago 2023 14:01 ~ ultimo agg. 25 ago 12:13
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Cosa abbiamo capito sin qui? Che inevitabilmente il cartello ‘lavori in corso’ non ha la data di scadenza che la legge prevederebbe, ma andrà prorogata oltre alla prima di campionato, peraltro anticipata. Con una società arrivata a luglio e l’ovvio tempo per prendere le misure alle scrivanie e alla città, tutto procede più lentamente a Rimini quest’anno. Il lusso offerto a Gaburro di partire per il ritiro con la squadra fatta non era possibile ripeterlo per Raimondi. Un problema? Non c’è una risposta secca.

Due cose però vanno evidenziate perché oggettive: Raimondi in ritiro ha allenato una squadra ‘in vendita’ e quindi ha perso molto tempo inutilmente; e poi il Rimini ha giocato poco in precampionato, poco contro avversari di livello. Senza Coppa Italia (ma qui il Rimini non c’entra nulla) una sola partita nella serra di Mantova non basta per farsi una idea compiuta su una squadra che ha cambiato molto. Si poteva fare diversamente? Chissà. Proviamo lo stesso a scorrere il blocco degli appunti dopo i primi 40 giorni della nuova stagione.

PORTIERI
La scelta di rinunciare a Zaccagno (triennale alla Torres), mvp biancorosso nel campionato scorso, discende dalla scelta di abbracciare la ‘strategia under’ e di schierarne uno in porta. Infatti, i tre portieri sono tutti ‘da minutaggio’. A far le pulci, si poteva andare sul sicuro trattenendo Galeotti, che ha prolungato il contratto con la Spal ed è andato al Lumezzane, neopromosso in C. Sarà il campo a dire tutto, come sempre, perché Passador ha referenze di qualità e le carte in regola per essere un valore della squadra.

Occhio a sottovalutare Colombo – pur reduce dal gollonzo di Mantova – perché lo scorso anno è stato protagonista di un super campionato in D con la Cavese, chiuso dallo spareggio promozione col Brindisi dopo aver condotto quasi tutto il campionato. Insomma, conosce più le vittorie delle sconfitte.

DIFESA
Qui pare ci sia del lavoro da finire. Lo scorso anno la coppia più affidabile è stata Pietrangeli-Panelli. Il primo è in rosa ma non ha ancora rotto il guscio, mentre il secondo ha avuto fretta e al mercato ha preso la strada di Sorrento, neopromosso in C e reduce dalla finale scudetto della D, dove oltre ad un altro affaccio sul mare s’è guadagnato anche un biennale.

Fin qui Gorelli-Allievi paiono un filo avanti agli altri, Gigli è pronto ad inserirsi e poi ci sono dei giovani da valutare. L’ex Dan Donato Tavernelle s’è preso i galloni di capobanda là dietro, ha una stazza che lo porterà al top più avanti. La personalità non gli manca e siamo già un pezzo avanti. Allievi ha il piede educato e questo piace tanto ai tecnici. Forse manca un centrale con piedi più rapidi. Gli altri due under potrebbero essere schierati ai lati della difesa a quattro. Evan a Mantova è finito sulla graticola accesa da Mensah, non proprio un pivello, che lo ha messo in difficoltà. Diciamo che sono state più disattenzioni che oggettiva difficoltà tecnica. Quindi, serve che si rimetta in sesto. Accade ai giovani ‘superdotati’ fisicamente di fidarsi troppo di quelle qualità (ricordate Haveri?), poi se sono svegli imparano che non basta tra i prof. Di là c’è Acampa, obiettivamente finora non ci sono elementi per un giudizio perché la squadra ha giocato pochino, una sola volta con una di pari livello (peccato). Va detta una cosa: Evan e Acampa arrivano da un calcio giovanile di livello alto (Frosinone e Napoli), il primo ha sconfitto un cuore che batteva un po’ dispari, il secondo nei vicoli di Portici ha conosciuto la polvere e ha maturato la voglia feroce di erba ben rasata. Sono al debutto in uno spogliatoio nel quale si parla anche di quanto costa un litro di latte e non solo di sogni giovanili. In una città nuova. Aspetterei prima di sentenziare. Poi ci sono i ‘vecchi’: Laverone e Tofanari. Entrambi hanno duttilità e possono essere usati più posizioni, ma vox populi parla di imminente cessione. Vediamo che succede. Di sicuro sono due giocatori affidabili. Gli altri giovanotti li aspettiamo, fin qui non è possibile sentenziare (e poi essere coerenti anche fra due mesi).

CENTROCAMPO
Qui le chiavi sono state consegnate a Megelaitis che arriva dalla bruciante retrocessione della Viterbese (2 punti di penalizzazione decisivi). Ha l’occhio sveglio, conosce il mestiere e dovrà coprire le spalle alla squadra perché i due giovani terzini pare siano parecchio propensi a ripartire. È candidato a battere il record di gialli di Vano, che col Rimini ne ha presi 11 in 33 partite, mentre il lituano 15 in 30.

Di fianco avrà Langella, reduce dal 5° posto nel girone C a Cerignola. Aspettiamolo, le referenze sono ok e quindi le premesse sono buone. Poi c’è Leoncini, giovanissimo e fin qui anche vispo. A La Spezia giocava con Serpe, poi arrivato a Rimini lo scorso anno. Sarà una risorsa per Raimondi, anche se ci sarà da verificare la sua tenuta fisica nel traffico del centrocampo, che in C è spesso un autoscontro. Chiaro che Delcarro con le sue qualità servirebbe come il pane ad un centrocampo così composto. Tornerà a novembre.

Tonelli fungerà da equilibratore e Raimondi non pare voler rinunciare facilmente alla sua materia grigia in mezzo al campo e alla sua qualità nel passaggio-gol.

È un reparto che pare da completare, nel quale è difficile trovare posto per Pasa, arrivato a Rimini incartato e ben infiocchettato – giocatore di indiscutibile qualità – ma che non ha avuto una buona annata. Colpa di chi? Siccome per le sentenze ci sono i tribunali e prendono fischi per fiaschi pure loro, sarebbe meglio valutare tutto per bene. La convivenza tattica con ‘Mege’ però non pare semplice. Un po’ come quella solo abbozzata con Tanasa (alla Pistoiese con Piscitella) Una nota per Cherubini: è partito proprio bene.

ATTACCO
Il Rimini di Maniero s’è abituato al triplo centravanti seppur si parta con l’idea di usarne uno: Germinale, Mencagli e Tomassini in D; Vano (ora al Monterosi), Mencagli (all’Ostiamare) e Santini (all’Entella, gli arabi della C) lo scorso anno; Cernigoi, Morra e Ubaldi quest’anno.

Sulla carta, l’attuale è il meglio assortito. Poi c’è una schiera di giovani sulle corsie esterne con la scintillante doppietta di Mantova a mettere Lamesta in vetrina. Ricorda vagamente Gabbianelli (in gol ieri con l’Aglianese contro l’Arezzo), è certamente più esterno mentre ‘Gabbia’ era lì incatenato, ma si candida ad essere l’apriscatole biancorosso.

Fin qui, ma ripetiamo che s’è visto troppo poco calcio biancorosso, Didio e Selvini un passo avanti agli altri.

E poi c’è Sereni. Aiutiamo gli smemorati: quando arrivò a Rimini, un anno fa, fu definito giustamente un colpaccio (11 gol con l’Ancona). Quattro anni in meno e 10 gol in più di Santini a Padova. Poi sappiamo com’è andata. Aspettiamo Accursi, con lui in campo il fatturato del minutaggio si impennerebbe e poi è ora che un talentino made in Rimini s’affacci in prima squadra.

Cesare Trevisani