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Calcio Serie C

Imolese-Rimini, Marco Gaburro: "Parola d'ordine umiltà"

In foto: Marco Gaburro, allenatore del Rimini FC
Marco Gaburro, allenatore del Rimini FC
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
ven 31 mar 2023 12:15 ~ ultimo agg. 1 apr 15:12
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Quartultima giornata di campionato: il Rimini (44 punti in classifica) deve difendere il decimo posto, l’ultimo che vale l’accesso ai play off, cercando di rimediare qualcosa di positivo sul campo di un’Imolese affamata di punti salvezza (i rossoblu condividono la penultima piazza con il San Donato Tavarnelle, a quota 31, la zona salvezza è quattro punti più su). Prima di perdere nell’ultimo turno in casa del Pontedera (2-0) i manfredi avevano messo in fila due pareggi (con Gubbio e Fermana) e tre vittorie (ad Olbia, con l’Ancona e sul campo dell’Aquila Montevarchi).

All’andata, il 29 novembre, il Rimini si impose 3-1 grazie alle tripletta di Santini, per gli ospiti quel giorno al “Neri” andò a segno Zagnoni.

“Il fondo classifica in questo momento direi che lascia aperto qualunque tipo di pronostico perché tutte le squadre possono ancora arrivare ultime e tutte le squadre possono ancora evitare i play out – attacca l’allenatore del Rimini F.C., Marco Gaburro, alla vigilia -. Si è molto compattata la classifica dopo gli ultimi exploit dell’Imolese e del Montevarchi, comunque sono tutti lì. È ovvio che in questa maniera tutte le partite assumono un’importanza elevata e soprattutto si fa fatica a fare pronostici su quello che può essere l’evoluzione della classifica e non si può guardare al di là di quella che è la prossima partita, né noi né loro lo possiamo fare. Quindi la partita sarà delicata, sarà sicuramente intensa anche dal punto di vista ambientale, e quindi poi dal punto di vista mentale da parte nostra, e noi dobbiamo avere la capacità di mutuare quello che abbiamo fatto contro la Reggiana e portarlo in campo. Abbiamo riflettuto anche tra di noi in questa settimana su quelle che possono essere le motivazioni che poi ti portano a fare un certo tipo di partita quando giochi contro la Reggiana, quando giochi il derby, ecc. e poi magari ti trovi a non riuscire a tirar fuori le stesse energie mentali, penso che alla fine la parola principale, nonostante tutto, sia umiltà, perché se noi riusciamo a essere umili veramente allora poi alla nostra qualità, che comunque abbiamo, abbiniamo degli altri aspetti che poi alla fine in questo campionato fanno la differenza, soprattutto in questo momento, a prescindere dall’avversario, perché comunque tutte le squadre del fondo classifica stanno spingendo, tutte stanno facendo punti e quindi per far punti con quelle squadre lì devi fare una grande prestazione. Se non capisci questa cosa non fai punti, il concetto è questo”.

Come fa a non essere umile una squadra che ha fatto 13 punti in 15 gare del girone di ritorno? “Non so perché succeda questo, è un paradosso in realtà. È il punto sul quale sto battendo molto anch’io, nel momento in cui tu alla fine nel girone di ritorno, conti alla mano, hai vinto solo due partite con un gol di scarto, in altre hai fatto prestazione ma non hai vinto, tu chiunque ci sia dall’altra parte devi avere comunque quell’approccio perché per te è importante vincere, non conta contro chi perché contano tutte tre punti, sembra una frase fatta ma in realtà è così perché poi una volta che vinci sei stato molto bravo, direi bravo come solo altre due volte sei stato in tutto il ritorno. E questa dovrebbe essere una cosa che a livello mentale ci smuove come riflessione, perché comunque è un dato di fatto. Ecco perché rabbrividisco quando sento parlare di calendario favorevole, favorevole a cosa? Soprattutto, che calendario? Noi dobbiamo pensare a vincere una partita, e dobbiamo riuscirci perché abbiamo tutti i mezzi per poterlo fare dal punto di vista teorico e lo dobbiamo trasformare in prestazione. Però non esiste un calendario facile o difficile in questo momento perché il calendario cambia ogni domenica e l’unica cosa che sai è che tu giochi a Imola. Basta! Il resto sono discorsi sbagliati perché, ripeto, non siamo nelle condizioni di poter pesare gli avversari. Dobbiamo pesare noi stessi”.

Due turni di squalifica per Biondi dopo il rosso diretto di sabato scorso. Due rientri importanti e uno dei pilastri in forse. “Biondi è squalificato, Panelli è ancora fuori, rientrano Mattia Rossetti, Gabbianelli e Accursi. E c’è in forse Delcarro, che ha avuto un problema ieri in allenamento e dobbiamo valutarlo: domani vediamo come sta”.

Sulla panchina dell’Imolese una vecchia conoscenza del Rimini come Mauro Antonioli. “Antonioli secondo me ha portato tanto perché se noi guardiamo l’Imolese che abbiamo visto all’andata era una squadra che faceva un calcio completamente diverso, molto più speculativo, molto più verticale. Invece in questo momento l’Imolese, lo dicevo anche ai ragazzi oggi, tolto forse il Fiorenzuola, che è la squadra che estremizza di più la fase di possesso, forse in assoluto è la squadra che palleggia di più nella propria metà campo, forza quasi tutte le giocate, gioca sempre molto corto, ti attira per poi andare in profondità con giocatori molto abili perché, diciamoci la verità, davanti l’Imolese in questo momento è una squadra importante, perché Simeri si presenta da solo, De Feo lo conosciamo, lo stesso D’Auria e Tulli, sono giocatori importanti, e quindi da questo punto di vista sono nomi che non sono solo nomi, hanno qualità. Loro hanno questa predisposizione al palleggio per sfruttare poi anche la profondità, cioè ti attirano per andare in profondità; è una squadra interessante secondo me dal punto di vista tattico”.

È deluso dalla squadra per i risultati che stentato ad arrivare ormai da mesi? “Ad oggi io non sono assolutamente deluso dalla squadra, io divento deluso se nelle quattro partite non facciamo i punti che servono per arrivare all’obiettivo, per arrivare a “dama”, come diceva un mio vecchio dirigente. Penso che il giudizio sulla nostra stagione passi da lì. Non so quale possa essere quello degli altri, e mi preoccupa anche poco, il mio giudizio passa da lì perché comunque quando la classifica è così corta alla fine il fatto che tu faccia bene o male le ultime partite ti porta poi a dare un colore completamente diverso perlomeno al girone di ritorno, e quindi di conseguenza alla stagione. Io la vedo così”.

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