Indietro
menu
il caso

Post del consigliere della Lega. Nuove prese di distanza e richieste di dimissioni

In foto: Marco Fiori
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mar 13 dic 2022 15:14
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 4 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Non si placano le polemiche dopo il caso suscitato dalle dichiarazioni, con un post su facebbok del capogruppo della Lega in Consiglio Comunale a Santarcangelo, Marco Fiori. Fiori nella giornata di lunedì è finito sotto accusa per dei commenti spregiativi dopo i recenti successi del Marocco ai Mondiali, dove la squadra africana ha raggiunto per la prima volta nella sua storia le semifinali. Sul caso intervengono il senatore del M5S Marco Croatti che torna a chiedere le dimissioni del consigliere, la consigliera regionale del PD Nadia Rossi e la consigliera del PD di Santarcangelo  Yousra Alaija. Yousra, 27 anni, è nata in Romagna da genitori marocchini e cresciuta a Santarcangelo ed è entrata in consiglio comunale nel settembre 2020 quando, ricorda, proprio Marco Fiori e altri due esponenti dell’opposizione, si astennero sulla delibera di insediamento.

Yousra Alaija

Quando ho letto certe frasi, mi sono vergognata per lui e per il fatto che questa persona rappresenta come me la comunità di Santarcangelo in consiglio comunale da oltre due anni. Anche se già il
giorno del mio insediamento non aveva certo scritto una bella pagina, facendo intravedere quello che ha poi confermato con i post in cui ha dato delle scimmie urlatrici ai tifosi in festa dopo le
vittorie mondiali: lui e altri due esponenti del suo gruppo di opposizione il 30 settembre 2020 si astennero quando si trattò di votare il mio ingresso in consiglio. Mio padre vive qui dal 1970, mia madre dal 1989 e io ci ho frequentato tutte le scuole, dal Nido alle superiori (Mongolfiera, Drago, Pascucci e Rino Molari) trovandomi sempre bene con tutti perché è aperta al mondo, inclusiva, con in sé il seme dell’intercultura grazie anche al Festival Internazionale dei Teatri che da mezzo secolo crea ponti con i vari continenti. Anche per questo è ancor più vergognoso quello che è accaduto e sono così triste e amareggiata. E’ sacrosanto che ognuno abbia proprie idee e le esprima, ma la libertà di pensiero non deve ledere mai la libertà altrui e deve essere sempre accompagnata dal rispetto. In Italia ci sono tanti marocchini di seconda generazione e tutti ci sentiamo italiani e marocchini, non facciamo distinzioni: un consigliere comunale non può considerare una comunità delle scimmie urlatrici e poi per giustificarsi dire di aver lavorato con tante razze: la razza è una sola, l’essere umano. Forse non si rende conto dell’impatto che hanno certe frasi denigratorie dette da un rappresentante delle istituzioni, che ha e deve avere un ruolo di un certo tipo anche nella vita privata. Nessuno vuole impedire a nessuno di avere i suoi valori, ma sempre con il giusto rispetto per quelli degli altri con cui possono e devono integrarsi. ‘Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza’. Questa frase di Ulisse
nell’Odissea, il dire che l’uomo è nato per viaggiare e conoscere il mondo, ci ricorda che l’emigrazione c’è da quando esiste l’essere umano e che l’incontro di culture e un modo per aprirsi
perché il mondo non è solo nostro, ma di tutti. E’ assurdo non accettarlo nel 2022, non capire che ci sono culture e tradizioni diverse che nel profondo hanno tante similarità riconoscibili. Se poi
qualcuno come in questo non vuole riconoscerle non può che dispiacermi per lui, perché vive la sua vita in maniera chiusa e limitata.

Marco Croatti

Difficile trovare aggettivi che esprimano in modo adeguato il disgusto che suscitano i post del consigliere comunale leghista Fiori di Santarcangelo che definisce scimmie
urlatrici i tifosi del Marocco. Una vergogna indicibile che offende un popolo, umilia le istituzioni che con la sua carica rappresenta e disgusta tutti coloro che odiano qualunque forma di razzismo.
Tanti sono i cittadini che in queste ore hanno manifestato la loro indignazione per queste frasi orribili e che chiedono al consigliere Fiori di dimettersi immediatamente, una richiesta che
sottoscrivo con forza.
Inaccettabile che rimanga al suo posto dopo quelle frasi e perfino dopo un post di scuse che non ne hanno certamente alleggerito la posizione. Il consigliere per altro è rimasto molto colpito dai
festeggiamenti dei tifosi del Marocco, tanto da criticarli duramente in diversi post, ma non ha ritenuto degno di menzione il raid xenofobo dei 13 criminali incappucciati di estrema destra che
hanno aggredito con catene e manganelli proprio i marocchini che festeggiavano per le vie di Verona.
Le sue dimissioni sono un atto assolutamente dovuto. Noi intanto avremo una ragione di più per guardare con simpatia la nazionale del Marocco, non solo perché è una squadra, sulla carta certamente più debole di tante squadre blasonate che ha affrontato e capace di raggiungere un risultato storico per l’Africa, ma anche perché sta affrontando un’altra dura sfida: quella contro pregiudizi, discriminazioni e intolleranza, purtroppo ancora presenti nella nostra società.

 

Nadia Rossi

Mentre il sogno del Marocco continua ed emoziona anche chi non segue il calcio, credo sia orribile vedere episodi di razzismo e ignoranza verso i marocchini che vivono in Italia. È stato così a Verona, dove ultras di estrema destra hanno assalito con violenza una famiglia che festeggiava la vittoria di qualche giorno fa, ma è così anche vicino a noi: basta guardare a Santarcangelo di Romagna, dove il consigliere leghista Fiori ha insultato per giorni con l’epiteto “scimmie urlatrici” persone felici per la loro squadra e il loro Paese, salvo poi scusarsi nel momento in cui si è alzato un polverone.
Quando smetteremo di essere così ignoranti? Quando cominceremo a rispettare l’altro? E soprattutto, quando inizierà la politica a dare l’esempio, invece che soffiare sull’odio? Mi auguro che il centrodestra del territorio si dissoci da queste dichiarazioni e si faccia partecipe nel costruire una società più aperta e più giusta. Un’altra strada non c’è.