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Da 178 a 368 e più 'intelligenti'

Videosorveglianza: a Rimini raddoppiano le telecamere entro il 2024

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
lun 14 nov 2022 13:31 ~ ultimo agg. 15 nov 09:42
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La rete di video sorveglianza della città di Rimini dovrebbe passare dalle 178 telecamere attuali a 368 telecamere nel 2024. E’ questo l’obiettivo del ‘piano regolatore’ del sistema di video sorveglianza, un documento – già approvato dalla giunta e sottoposto all’approvazione preventiva da parte del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica – che consentirà un salto di qualità sul fronte delle misure di strategia locale di sicurezza.

Due gli step: il primo prevede di estendere entro il 2024 a tutto il territorio la rete degli occhi elettronici della città attivando 190 nuove telecamere, incluse le prime nuove apparecchiature a tecnologia Ocr (la cui attivazione avverrà già a partire dal 2022); il secondo prevede un piano strategico dettagliato per implementare con altri 400 nuovi siti di videosorveglianza la sicurezza urbana sulla base di una specifica analisi integrata, già elaborata dagli uffici preposti.

La fotografia attuale

Il Comune di Rimini ad oggi è dotato di un sistema di videosorveglianza che conta 178 telecamere accese e funzionanti. Una rete composta da 154 telecamere collegate al sistema remotizzato presso le centrali operative di polizia locale, Carabinieri, Questura e Guardia costiera (quest’ultima limitatamente all’area di competenza) e da altre 24 telecamere per la gestione operativa dei sottopassi. Se fino a 15 anni fa il numero di telecamere a Rimini era inferiore a 10, nel 2022 se ne contano appuntano 178.

Raddoppiare le telecamere entro il 2024

Il programma di potenziamento della rete prevede ora un deciso salto di qualità, sia grazie all’introduzione di nuove tecnologie e funzionalità, sia grazie all’attività di pianificazione capillare dell’installazione delle telecamere in sinergia con gli interventi programmati nel piano dei lavori pubblici.

Il programma di potenziamento previsto nel prossimo biennio procederà per step. La prima fase prevede l’attivazione entro l’anno delle prime 10 telecamere OCR (Optical Character Recognition), finanziate dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del progetto Street tutor, alle quali seguiranno altre 11 telecamere OCR previste dal progetto Centro Sicurezza, finanziato dal Ministero dell’Interno. Si tratta di telecamere dotate di intelligenza artificiale, collegate ad un server centrale, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in grado di leggere ed archiviare il numero di targa di tutti i veicoli in transito e la relativa immagine. Il sistema offre la possibilità, per ogni singola forza di Polizia, di interfacciarsi con le diverse banche dati dei veicoli, incrementando la capacità di analisi dei flussi monitorati e consentendo la possibilità di inviare alert in tempo reale. Nel 2022 il Comune di Rimini ha avviato l’installazione della propria rete di lettura targhe con i con i primi 8 varchi che verranno attivati entro l’anno, a questi seguiranno altri 8 varchi e, a regime, entro il 2024, i varchi complessivi OCR di cui si doterà il comune di Rimini saranno in totale 40, nelle zone più sensibili della città, sempre abbinate a telecamere a 360 gradi.

Parallelamente verrà potenziata anche la rete delle telecamere di contesto, a partire dalla copertura di tutta la fascia a mare. Cinquanta sono i nuovi occhi elettronici che saranno installati entro l’anno lungo i sei chilometri del Parco del mare nord: un’operazione in partnership con Lepida e il contributo della Regione Emilia Romagna, per un programma  che vedrà il posizionamento di nuove telecamere a 360 gradi, capaci di garantire prestazioni più efficienti e più funzionali alla sorveglianza. Altrettante sono le telecamere che copriranno il Parco del Mare sud nei tratti già completati del Lungomare Tintori e del Lungomare Murri, a cui si aggiungeranno altre 9 telecamere nel lungomare Spadazzi.

Impianti saranno posizionati anche in altri punti della città come in corrispondenza dei sottopassi, a Borgo Marina, lungo la Statale 16, nella zona dello svincolo Padulli, ad implementazione della sorveglianza dei parchi pubblici.

A fronte dell’ampliamento della rete di telecamere, l’Amministrazione Comunale sta lavorando anche ad una revisione e potenziamento delle sale di controllo, in modo da poter rendere più efficiente e veloce la trasmissione e la verifica dei dati, rafforzando la sinergia con le forze dell’ordine e gli istituti di vigilanza. Parallelamente si sta lavorando, di concerto fra Polizia locale e Unità operativa sulla Privacy, al nuovo regolamento che consentirà l’utilizzo anche di nuove tecnologie in movimento.

Progetti di video sorveglianza: altre 400 telecamere

Contestualmente alla pianificazione dell’estensione della rete degli occhi elettronici per il prossimo biennio, è stato redatto un documento che rappresenta una visione strategica per la video sorveglianza del futuro che prevede 400 nuovi siti di videosorveglianza (sia telecamere di contesto, sia a tecnologia OCR). Gli spot individuati sono stati identificati sulla base della conoscenza territoriale del Comando di Polizia Locale e sulle richieste pervenute dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nonché delle segnalazioni ricevute da cittadini e personale della Polizia Locale.

Negli anni – commenta l’assessore ai lavori pubblici Mattia Morollisiamo riusciti gradualmente, ma in maniera costante, ad implementare il sistema di videosorveglianza della città. Per i prossimi anni la pianificazione dell’ampliamento della rete di videosorveglianza vuole diventare uno strumento strutturale per rispondere progressivamente, e di concerto alla programmazione dei lavori pubblici, a contesti ritenuti sensibili o critici”.

Si tratta – dichiara l’assessore alla sicurezza Juri Magrinidi una pianificazione che mettiamo a disposizione delle forze dell’ordine a presidio del territorio, nell’ottica soprattutto della prevenzione della sicurezza, garantendo il monitoraggio 24 ore su 24 delle principali vie d’accesso alla città e delle zone più sensibili e critiche. Un piano che prevede l’utilizzo delle molteplici opportunità offerte dalla tecnologia a supporto della sicurezza urbana, di cui la città ha già iniziato a dotarsi, per estendere e rendere più efficiente le azioni di presidio”.

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