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lui nega tutto

La relazione clandestina si trasforma in violenza. Arrestato 35enne

In foto: repertorio
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 26 nov 2022 18:01 ~ ultimo agg. 27 nov 11:09
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Aveva accettato di essere “l’altro”, perché lei, una ragazza del Riminese di 22 anni, un fidanzato lo aveva già. Tra loro, infatti, era nata alcuni mesi fa una relazione clandestina che sarebbe proseguita tra alti e bassi fino al 18 novembre scorso, giorno in cui sarebbe successo qualcosa di tremendo. Dopo una serata trascorsa con amici, a Cattolica, la giovane sarebbe stata violentata in strada proprio dal suo amante, un uomo di 35 anni, che l’avrebbe costretta ad avere un rapporto sessuale in un luogo appartato in zona porto.

Una violenza denunciata dalla ragazza tre giorni dopo il fatto alla caserma dei carabinieri di Cattolica, dove si era già recata nell’ultimo mese per segnalare un comportamento persecutorio da parte del 35enne, che lei stessa aveva deciso di allontanare in maniera definitiva. In quell’occasione, però, aveva preferito non sporgere querela. Questa volta, invece, non ha avuto dubbi. Il 23 novembre i militari cattolichini hanno sottoposto a fermo l’uomo e oggi (sabato) il gip del tribunale di Rimini, Vinicio Cantarini, ha convalidato l’arresto disponendo la custodia cautelare in carcere.

“E’ tutto falso, tra noi non c’è stato nulla di forzato”, ha ripetuto l’amante davanti al giudice. Continua a professarsi innocente e durante l’interrogatorio ha spiegato che quella notte, prima dell’atto sessuale, lui e la 22enne si erano scambiati delle tenerezze. Avrebbero parlato a lungo della loro situazione, che non sarebbe stata semplice da gestire per entrambi, e prima ancora sarebbero usciti a cena con le amiche di lei e i rispettivi fidanzati. “Controllate le telecamere della zona e vedrete che non c’è stata alcuna violenza”, avrebbe detto al giudice l’indagato, difeso dall’avvocato di fiducia Tiziana Casali.

Dove stia con certezza la verità al momento è difficile dirlo. Il gip, però, ha ravvisato la sussistenza delle esigenze cautelari, ritenendo credibile il racconto della 22enne ed evidenziando – si legge nell’ordinanza di convalida – “l’ossessione perversa” del 35enne, “incapace di accettare la decisione della vittima di interrompere la loro relazione”.