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Università, il punto

Il Campus riminese cresce ma restano i nodi su alloggi e spazi. Tanti gli stranieri

In foto: l'Università di Rimini
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
mer 23 nov 2022 13:37 ~ ultimo agg. 24 nov 14:09
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Nel consiglio comunale tematico di ieri sera a Rimini, l’amministrazione e i vertici locali dell’università hanno fatto il punto sul Campus riminese a 30 anni dal suo arrivo. Questa mattina la vicesindaca Chiara Bellini ha sintetizzato alla stampa i principali punti emersi.

Il campus riminese dell’Università gode di buona salute ma per crescere ancora serve l’impegno, non solo dell’Ateneo, ma di tutto il territorio. I numeri regalano comunque a Rimini dei buoni indicatori: sono 5.087 gli iscritti all’anno accademico 2021/22 con 1.771 immatricolazioni. In lieve ma costante crescita. Ad un anno dalla Laurea il 50% degli studenti del campus ha trovato lavoro. Percentuale che sale all’80% per chi conclude il secondo ciclo. Un record riminese che deriva anche dalla capacità di dar vita a corsi che la città e l’Ateneo hanno costruito attorno alle peculiarità del territorio come economia del turismo o il dipartimento di scienze per la qualità della vita. Rimini ha anche il primato di studenti stranieri: sono il 17% del totale e provengono da 88 Paesi. Le comunità più numerose sono quelle iraniana (137) e cinese (115).

L’offerta formativa propone a Rimini 8 corsi di laurea, una laurea magistrale, 10 corsi di laurea magistrale e un dottorato. Presto potrebbero aggiungersi un corso e due master sulla digitalizzazione in collaborazione con le imprese del territorio. Un progetto sul quale ci sono ancora “lavori in corso”.

Da non sottovalutare poi l’impatto economico del campus. Una ricerca del professor Roberto Patuelli stima il valore aggiunto il oltre 21 milioni di euro, oltre 4.200 per ogni studente. Dati presentati nel consiglio comunale tematico che ieri (giovedì) ha fatto il punto sulla presenza del campus a Rimini che proprio quest’anno compie 30 anni. Nell’ordine del giorno approvato al termine della seduta (19 voti favorevoli, 3 contrari e 7 astenuti), l’amministrazione si impegna a proseguire nella collaborazione con l’Ateneo ma anche a rinforzare UniRimini riportando all’interno della compagine societaria i comuni, come Riccione, che l’avevano lasciata. Tra i nodi da risolvere restano quelli degli alloggi per gli studenti (troppo pochi) e degli spazi per l’Ateneo (fondamentali per proseguire la crescita. Sul primo aspetto il comune ha messo a bilancio 500mila euro per i canoni concordati mentre sul secondo ci sono interlocuzioni in corso su vari immobili del centro che il comune potrebbe concedere in comodato d’uso gratuito. Anche su questo tema ci sono valutazioni in corso.

Le considerazioni del capogruppo Pd Matteo Petrucci

Intenso e proficuo, il Consiglio Comunale tematico incentrato sull’Università di Rimini che si è svolto ieri sera ha rappresentato certamente un significativo momento di approfondimento e dibattito attorno ad un argomento di vitale importanza per il nostro territorio. In conclusione della seduta è stato anche approvato un Ordine del Giorno presentato dalla Maggioranza, in grado di impegnare Sindaco e Giunta per quanto riguarda una serie di punti ben definiti ed utili per garantire prospettive di sviluppo rosee e concrete per il polo accademico riminese.

In linea generale è fondamentale la comunità cittadina si apra ad un confronto profondo su cosa significhi e rappresenti per tutto il suo tessuto umano e sociale, rapportarsi con un’istituzione così antica e allo stesso tempo innovativa ed aperta al futuro, scommettere sulla relazione con i suoi docenti e studenti ed accettare che lo stesso volto della città cambi per offrirle gli spazi più adeguati per stimolarla a crescere ed a contaminare i luoghi attorno a sé. Un ruolo, quello dell’Università, decisivo inoltre per dare piena attuazione al “Patto per il Lavoro e per il Clima della Provincia di Rimini” approvato nel marzo 2022, che prevede: una sinergia con il mondo della ricerca e dell’Università e la costituzione di una Rete tra associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, libere professioni, luoghi dell’innovazione per favorire la transizione ecologica; dare continuità, rafforzare e implementare il raccordo e la collaborazione fra servizi per il lavoro, le scuole di istruzione secondaria superiore e le Università, per attività informative e orientative di supporto alle scelte consapevoli degli studenti, laureandi e laureati, nella ricerca delle opportunità di lavoro nel territorio in cui vivono.

Oggi come amministratori locali dobbiamo riflettere e ragionare su come sarà la Rimini universitaria del prossimo trentennio ed il nostro Comune può e deve essere l’attore principale ed il capofila di un nuovo “Patto per l’Università”, principalmente rivolto agli altri Comuni della Provincia affinché confermino la loro partecipazione in Uni.Rimini o ne tornino a far parte. Non solo ma Uni.Rimini, come veicolo di progettazione e sostegno al percorso universitario di Rimini, va potenziata dotandola delle risorse necessarie per dare sostanza alle idee e concretezza ai progetti. Inoltre è determinante promuovere la collaborazione con il Campus locale nell’individuare e mettere a disposizione adeguate sedi e spazi per gli uffici, le lezioni e la ricerca e consentire all’Università di radicarsi ulteriormente nel tessuto urbano. Un occhio di riguardo andrà dedicato alla carenza di posti letto dal costo accessibile e quindi sarebbe opportuno promuovere politiche urbanistiche volte a favorire la creazione di studentati mediante la rigenerazione di strutture alberghiere obsolete, fatiscenti od in disuso. L’auspicio inoltre resta sempre quello di potenziare, implementare e migliorare l’offerta formativa attraverso l’attivazione di nuovi corsi e muoversi nella direzione di un aumento dei posti a disposizione per le iscrizioni al Corso di Laurea in infermieristica, oltre all’attivazione di ulteriori occasioni di studio nel campo delle professioni sanitarie tecniche o specialistiche. Sarà decisiva la crescita del mondo universitario all’interno de territorio in cui si sviluppa e ciò potrà avvenire anche dando piena attuazione al protocollo “One Health”, sottoscritto dal Comune di Rimini con l’Alma Mater e con AUSL Romagna.

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