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il picco a metà dicembre

Allarme influenza: "Ora preoccupa più del Covid". Pronta un'unità di crisi

In foto: repertorio
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 29 nov 2022 20:16 ~ ultimo agg. 30 nov 12:55
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A margine dell’inaugurazione delle nuove sale di pneumologia interventistica, il direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori, è intervenuto sull’aumento dei contagi da Covid riscontrato nelle ultime settimane e sul ritorno dell’influenza, “che in questa fase preoccupa più del Coronavirus”. Carradori ha spiegato di ver già dato disposizioni al nuovo direttore sanitario “di attivare a partire dalla prossima settimana un’unità di crisi per una gestione adeguata di quella che sarà l’epidemia influenzale, che secondo le previsioni dovrebbe raggiungere il picco nella seconda metà del mese di dicembre”. 

Le preoccupazioni maggiori sono legate all’eventuale incremento di accessi in pronto soccorso a fronte di una carenza di personale: “Il sistema sanitario è molto provato – dice Carradori – perché i miei colleghi cha fanno assistenza, in questi due o tre anni hanno dato fondo a tutto il loro impegno e alle loro energie. Inoltre il mercato del lavoro non ci rende disponibili i professionisti di cui avremmo bisogno e questo è un ulteriore elemento di affaticamento per chi resta in servizio”.

Ecco perché un’ondata influenzale particolarmente forte potrebbe mettere in crisi i pronto soccorso del territorio: “Con l’influenza ci saranno ulteriori accessi e ulteriori ricoveri, il che causerà ulteriore stress per chi lavora e ulteriori attese per chi arriva in pronto soccorso”. Gli ultimi due anni segnati dal Covid, in un certo senso, ci avevano fatto dimenticare l’influenza di stagione: “Quado abbiamo un problema maggiore – è l’analisi di Carradori – quello che consideriamo minore passa in secondo piano anche se non lo abbiamo risolto. Non dimentichiamo che l’epidemia influenzale ogni anno fa tra le 9mila e le 10mila vittime. Si tratta delle persone più vulnerabili, quelle anziane con pluripatologie e fragilità“. 

Il Covid, invece, oggi fa meno paura: “Grazie alla somministrazione dei vaccini, con 2 milioni e 500 mila dosi inoculate, c’è un livello di copertura Covid importante sul nostro territorio. Anche se la quarta dose, ad onor del vero, non ha avuto allo stato attuale un gran successo, dato che siamo attorno alle 100 mila somministrazioni”.