Indietro
menu
303 le imprese attive

Agricoltura biologica: Rimini cresce molto ma resta ultima in Regione

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 14 nov 2022 16:37
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Sono 303 le aziende agricole biologiche attive in provincia di Rimini al 31 dicembre 2021 (considerando i produttori agricoli). Un numero pari al 5,4% del totale regionale dove il riminese resta ultimo per peso provinciale. Positivi però i dati di crescita: +5,6% annuale (la più elevata in regione) e +46,4% quinquennale. L’incidenza delle imprese biologiche sul totale di quelle agricole è del 12,5% (8,1% nel 2016 e 11,2% nel 2020), superiore a quello registrato in Emilia-Romagna (10,4%). La SAU biologica ammonta a 9.034 Ha (4,9% del totale regionale), in aumento del 3,1% sul 2020 e del 61,2% rispetto al 2016. Le imprese agricole biologiche dedite anche all’allevamento di almeno una specie animale con il metodo biologico sono il 20,5% dei produttori bio totali (62 su 303), con una variazione annua negativa (-4,6%) ma positiva nel medio periodo (+24%).

Secondo le anticipazioni di “Bio in cifre 2022” di ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), l’incidenza delle superfici bio sulla SAU nazionale ha raggiunto il 17,4%, confermandosi la più alta nell’Unione Europea. In crescita anche il numero degli operatori che si attestano a 86.144, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente e del 78,5 % negli ultimi 10 anni. L’Italia si conferma quindi il primo Paese europeo per numero di aziende bio.

L’agricoltura biologica costituisce una tappa fondamentale per il raggiungimento dell’economia sostenibile e, di conseguenza, per il contrasto dell’emergenza climatica. Si basa, infatti, su pratiche che proteggono e cercano di migliorare la salute ambientale, come la riduzione dell’uso di sostanze chimiche di sintesi, la promozione di pratiche di difesa naturale delle piante, il risparmio idrico e il rispetto della biodiversità. Inoltre, è sostenuta da innovazione e ricerca, perciò rappresenta una grande opportunità per la ripresa economica e la creazione di nuovi posti di lavoro derivanti dal mercato biologico, specialmente per i giovani, con ruoli che richiedono sempre maggiore specializzazione e competenze – commenta Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna. Parallelamente allo sviluppo del settore BIO si è assistito, infatti, anche alla nascita di nuove figure professionali, sia in ambito tecnico (come l’Addetto alla Produzione Biologica, il Tecnico della Qualità BIO o lo Zoonomo Sostenibile), sia di figure specializzate e formate nella gestione dei moderni canali di vendita e nella promozione del made in Italy agroalimentare nel mondo”.