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chiesti 10 anni di reclusione

Tenta di buttare giù la moglie dal balcone con il bimbo in braccio, marito violento a processo

In foto: il tribunale di Rimini
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 27 ott 2022 18:08 ~ ultimo agg. 28 ott 11:54
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Dieci anni di reclusione per aver costretto la moglie a rapporti sessuali violenti, alcuni dei quali alla presenza del figlio piccolo, e per aver obbligato entrambi a vivere in un appartamento privo di riscaldamento e infestato dagli insetti. Una pena esemplare quella richiesta dal sostituto procuratore, Annadomenica Gallucci, al termine dell’udienza davanti al Tribunale collegiale di Rimini, dove l’uomo, un 36enne marocchino, è imputato per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni.

Al termine di una rapida indagine della questura di Rimini, partita proprio dalla denuncia della giovane donna, fuggita di casa insieme al figlio di 2 anni, il marito lo scorso 17 gennaio era stato arrestato dalla polizia e condotto nel carcere dei Casetti. La vittima aveva raccontato di essere stata segregata in casa: quando il marito usciva, le era proibito persino affacciarsi al balcone. Spesso veniva chiusa a chiave all’interno dell’appartamento e le veniva sottratto il cellulare. Picchiata anche quando era incinta, la donna era obbligata ad avere rapporti sessuali ogni qualvolta il marito lo desiderava. Quando tentava di respingerlo, ecco che scattavano le percosse. In un’occasione il 36enne avrebbe persino provato a buttarla giù dal balcone mentre aveva loro figlio in braccio. Alla

e vietava di affacciarsi al balcone e quando lui si allontanava dall’abitazione la chiudeva a chiave all’interno e le sottraeva il cellulare

Una volta al sicuro, la donna, accompagnata insieme al bambino in una struttura protetta, ha messo nero su bianco i ripetuti maltrattamenti, iniziati subito dopo il matrimonio, avvenuto nel 2015 in Marocco. Nell’agosto del 2021 la coppia si era trasferita a Rimini, dove il regime di terrore e violenze imposto dal marito è proseguito fino al suo arresto. La donna, lo scorso 29 settembre, alla presenza di un interprete ha ripercorso in udienza il suo calvario. Una testimonianza cruda e al tempo stesso dolorosa, durante la quale è emersa tutta la brutalità del coniuge. La sentenza è attesa il prossimo 10 novembre.