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Cescot: 40 anni di storia guardando al futuro

In foto: Convegno
di Cristina Gambini   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
sab 24 set 2022 12:06 ~ ultimo agg. 13:55
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Cescot compie 40 anni.

Per festeggiare questo importante traguardo il 22 settembre ha organizzato il convegno “La formazione che sarà: personalizzare l’offerta formativa, forti dell’esperienza e orientati al futuro” riservato agli addetti ai lavori. Un momento di riflessione su scenari, strumenti e risorse per lo “storyboard” dei prossimi 10 anni.

Durante la giornata Alberto Robiati, direttore di Forwardto ed esperto di scienza della previsione, ha approfondito quali sono le competenze che serviranno nei prossimi anni. “Il turismo resiste ad attentati, pandemie, guerre – ha sottolineato -. E’ un fenomeno in grado di diventare un megatrend. Nell’ospitalità sono richieste competenze avanzate che non saranno mai sostituibili dall’automazione: la competenza relazionale, l’essere interconnessi con le persone non è sostituibile”. Le caratteristiche di ospitalità e relazione fra le persone che da sempre distinguono il turismo romagnolo saranno fra le chiavi del suo successo.

A ricordare il ruolo fondamentale svolto da Cescot in questo ambito Jamil Sadegholvaad, Sindaco di Rimini, per cui l’ente è stato “uno dei volani di sviluppo di questo territorio, che ha garantito la qualità dell’offerta turistica. Formazione, eccellenza e sinergia tra domanda e offerta saranno quindi gli elementi determinanti per continuare a crescere nel settore”.

In quattro decenni l’ente ha formato 40.000 persone, con una media negli ultimi anni di 30 iniziative di orientamento e alternanza scuola lavoro; 200 corsi annuali per imparare un mestiere o aggiornarlo; 1700 percorsi individuali per apprendisti; 300 tirocini formativi in aziende del territorio; 12.000 ore di formazione per quasi 4.000 allievi, da studenti a dirigenti di impresa; 600 ore di consulenze individuali all’anno per l’avvio al lavoro e rapporti consolidati con oltre 300 aziende per stage e tirocini.

Grandi sfide ci attendono. “Fare formazione sarà sempre di più non una semplice erogazione di corsi, ma immaginare strategie e tradurle in azioni: significa capire i mutamenti della società, del lavoro e quindi preparare le persone che dovranno operare nei diversi settori. Ogni sapere consolidato ha vita sempre più breve e solo un quinto delle attuali competenze personali sarà ancora utile tra 5 anni. Sarà necessario un aggiornamento continuo non solo per lavoratori ma anche per gli enti preposti che devono lavorare in sinergia con le aziende per capire cambiamenti in atto e prospettive di futuro”, ha ricordato il Presidente di Cescot Rimini Alessandro Bonfé.

Per Marco Pasi, Direttore Confesercenti Emilia-Romagna, “La formazione permette al lavoratore di acquisire e aggiornare le competenze, quindi essere competitivo nel mercato del lavoro che è sempre più liquido. In 40 anni la formazione è cambiata nelle metodologie e nei contenuti che seguono, o addirittura anticipano, l’evoluzione del mercato. Ma per Confesercenti è immutato il rapporto con Cescot, cui tiene moltissimo, e con i valori della formazione che rimangono imprescindibili soprattutto per quella dimensione di impresa, micro, piccola o medio  che difficilmente riesce a trovare risposte da sola per gestire la propria presenza sul mercato”. “Il mondo della formazione ha subito importanti evoluzioni”, dichiara Fabrizio Vagnini, Presidente della Confesercenti Provinciale di Rimini, “ma alla base rimane la qualità del personale,  fondamentale per lo sviluppo aziendale”.

Ma il ruolo della Regione Emilia-Romagna in uno scenario di sviluppo a breve, medio e lungo termine delle politiche del lavoro quale sarà?  A rispondere è Francesca Bergamini, Responsabile settore educazione, istruzione, formazione, lavoro della Regione Emilia Romagna: “Inizia una nuova programmazione del Fondo Sociale Europeo cui si aggiunge il PNRR. La Regione, nel patto per il lavoro e il clima, ha puntato su un nuovo progetto di sviluppo sostenibile per affrontare la transizione ecologica e digitale, investendo soprattutto sulle competenze. Questo significa contrastare le diseguaglianze nell’accesso alla conoscenza, agire perché i lavoratori possano rimanere nel mercato del lavoro e i giovani entrare, accompagnare le imprese verso nuove sfide. È un investimento senza precedenti nelle competenze delle persone: 1.024.000. 000. Lavoreremo con i territori per fare dell’Emilia-Romagna una regione di conoscenza e saperi”.

Nel corso della festa di ieri sono stati infine consegnati i certificati di qualifica professionale per “Tecnico servizi turistico ricettivi” a Desirè Maria Lourdes Balducci; Mattia Berti,  Rebecca Brighenti; Eugen Covalschi; Milena D’Acuti; Asia Di Maggio; Basma Elachab; Iana Laura Romanov; Filomena Rosito; Mattia Corrado Salvemini. Consegnati anche i certificati di specializzazione tecnica superiore per “Tecnico per l’innovazione digitale della promozione turistica” a Daniele Baffoni; Sara Bentivegni; Nicola Bianchini; Claudia Capelli; Niccolò Delbianco; Valentina D’Elia; Alessandro Dominelli; Massimiliano Franchini; Luna Magherini; Cristian Manna; Fabio Mannelli; Simona Marchetti; Jessica Muratori; Letizia Neri; Luce Nicolini; Marina Pacher; Laura Pelone; Jasmine Francesca Sanchini; Michael Santini.

 

Cescot è nato formalmente nel 1982 per volontà della Confesercenti di affiancare ai tradizionali servizi contabili e fiscali per le micro e piccole imprese, tutta una serie di attività formative utili alla qualificazione e alla professionalizzazione degli imprenditori e della forza lavoro più in generale. Tutte le attività che Confesercenti promuove attraverso il Cescot, rientrano in un concetto ampio di responsabilità sociale: sostenere le imprese nell’innovare i processi e i prodotti, aiutare i lavoratori a migliorare la loro professionalità, affiancare i giovani nel trovare la loro strada nel mondo del lavoro. Questo è importante soprattutto in un momento in cui l’emergenza economico–sociale indotta dalla crisi globale dei mercati finanziari richiede a tutti, imprese e lavoratori, uno sforzo di adattabilità. Per le imprese, in particolare quelle di servizi, il capitale umano è una componente primaria. Le tecniche di gestione d’impresa si sono raffinate sempre più: se prima ad un imprenditore era sufficiente “saper far di conto” e aver “un po’ di fiuto”, oggi deve sapersi cimentare con la globalizzazione, l’internazionalizzazione, la competitività, il web marketing.

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