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Portato dalle zanzare

Virus West Nile: due decessi e 25 casi in Regione, nessuno a Rimini

In foto: una zanzara culex (quella comune) portatrice del west nile
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mer 17 ago 2022 10:09 ~ ultimo agg. 12:22
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Si alza l’attenzione sul virus West-Nile in Emilia Romagna, portato dalle zanzare del genere Culex. I dati aggiornati al 12 agosto evidenziano 25 casi di forma neuroinvasiva della malattia col decesso, registrato dall’Ausl di Ferrara di un uomo di 88 anni. Una nuova vittima si è aggiunta poi in mattinata: una donna di 74 anni, gravemente immunodepressa, di Reggio Emilia. Il trend in crescita è dimostrato dal fatto che nel corso dell’intero 2021 i casi furono 17, nel 2020 furono 5 e nel 2019 3. Il picco di casi si registrò invece nel 2018 con 101 casi di malattia neuroinvasiva. La presenza del virus è stata verificata quest’anno in zanzare catturate nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Ferrara già a partire dall’inizio del mese di luglio, con un anticipo di circa 10 giorni rispetto allo scorso anno. La stagione estiva in corso, tuttavia, non è caratterizzata da un’alta densità di popolazione di Culex: dopo un picco raggiunto nella settimana dal 4 al 10 luglio, la presenza delle zanzare è calata fino all’8 agosto, dopo di che il trend è tornato a crescere. La popolazione di insetti al momento risulta inferiore alla media del quinquennio 2013-2019, ma la guardia deve restare alta visto anche il rinvenimento del virus in uccelli e zanzare anche in ambito urbano. Al momento i territori più interessati dal fenomeno sono le zone di pianura e pedecollinari delle province di PiacenzaParmaReggio EmiliaModenaFerrara e Ravenna. A tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna il cui territorio si estende nelle zone di pianura e pedecollinari e collinari, la Regione chiede l’attuazione rigorosa degli interventi di lotta antilarvale. Questo vuol dire intensificazione delle attività di controllo, sostegno alle attività effettuate dai privati, programmazione di interventi straordinari preventivi con adulticidi qualora sia in programma una manifestazione che comporti il ritrovo di molte persone (oltre le 200 presenze) nelle ore serali in aree all’aperto, adeguata manutenzione dei parchi pubblici, con particolare attenzione alla rimozione dei potenziali focolai larvali eliminabili e al trattamento di quelli non eliminabili. Nelle province più interessate, è necessario prestare particolare attenzione ai luoghi frequentati dagli ultrasessantenni, quali ad esempio ospedali, strutture socioassistenziali e luoghi di aggregazione di persone anziane. In queste strutture, qualora siano dotate di spazi verdi circostanti, fruibili dagli utenti nelle ore serali, andranno effettuati trattamenti adulticidi con cadenza settimanale fino al 10 settembre. La malattia, infatti, si manifesta prevalentemente negli ultrasessantenni, con un rischio che aumenta al progredire dell’età e nelle persone con diabete, ipertensione, malattia renale e con patologie che determinano immunodepressione. Il consiglio per i cittadini è quello di proteggersi dalle punture, in particolare di sera e di notte quando è attiva la zanzara comune, applicando repellenti cutanei e adottando gli opportuni accorgimenti in casa utilizzando zampironi, elettroemanatori, zanzariere. Occorre poi eliminare tutti i possibili ristagni d’acqua e usare periodicamente i prodotti larvicidi: alle zanzare basta poca acqua stagnante per depositare le uova e riprodursi.

Il virus West Nile

Il virus West Nile è endemico, ovvero presente in maniera stabile nelle regioni del bacino padano. Il suo ciclo di moltiplicazione si sviluppa fra alcune specie di uccelli e le nostre zanzare comuni (Culex spp.). L’uomo, come pure i cavalli, viene occasionalmente infettato tramite punture di zanzare e non è in grado di trasmettere l’infezione ad altre zanzare, né ad altre persone. Il contatto col virus di solito causa un’infezione che decorre senza sintomi, in alcuni casi può però portare allo sviluppo della malattia West-Nile Disease, con sintomi evidenti che possono ricordare una sindrome influenzale e che durano pochi giorni. Tuttavia, sia pure di rado e soprattutto in persone debilitate, si può arrivare a gravi forme neurologiche che richiedono il ricovero in ospedale e che possono condurre a esiti permanenti o al decesso dei pazienti colpiti. Non sono necessari interventi di disinfestazione attorno alle residenze degli ammalati, dato che l’uomo è un ospite a fondo cieco, cioè non può contagiare altre persone. Inoltre, quando la forma neuroinvasiva si manifesta, sono passati presumibilmente 15-20 giorni dall’infezione.