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Dalla Jugoslavia all'Ucraina

Operazione Colomba: 30 anni per l'alternativa nonviolenta

In foto: il viaggio del 1992 (@operazione colomba)
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 27 giu 2022 11:39 ~ ultimo agg. 13:11
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Dalla Jugoslavia trenta anni fa all’Ucraina oggi con lo stesso desiderio: vivere la nonviolenza in zone di guerra. Il 25 giugno 1992 due obiettori di coscienza della Comunità Papa Giovanni XXIII partivano su una vecchia 127 bianca per la ex Jugoslavia in pieno conflitto: così nasceva l’esperienza di Operazione Colomba.
Oggi Operazione Colomba è impegnata in Ucraina insieme alla Carovana per la Pace per l’Ucraina, organizzata dal coordinamento #stopthewarnow. Fra le adesioni, c’è anche quella della Cei, la Conferenza Episcopale Italiana.
“Trenta anni di storia – ricorda la pagina di Operazione Colomba – che hanno coinvolto oltre duemila civili, giovani e meno giovani da tutta Italia (e non solo). Hanno salvato vite umane, creato spazi di pace, portato speranza, “lenito le ferite dell’odio e ricostruito i ponti del dialogo”.
Operatori di Pace formati attraverso decine di corsi; persone consapevoli dei rischi ma anche che, come diceva don Oreste Benzi, «Il coraggio non sta nel non aver paura, ma nel vincere la paura per un amore più grande». Sono stati oltre venti i conflitti “abitati” in tutto il mondo: dall’Africa all’America Latina, dal Medio all’Estremo Oriente, dai Balcani al Caucaso ed ora, nuovamente, nel cuore dell’Europa, in Ucraina”.
“Importanti rapporti di collaborazione – ricorda Operazione Colomba – si sono instaurati negli anni con organismi ed istituzioni nazionali ed internazionali (Nazioni Unite, Unione Europea, altri), con centri per i diritti umani ed Ong, con esponenti di chiese, associazioni e gruppi locali.
«Trenta anni — spiega Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII — fanno di Operazione Colomba non più una “sperimentazione” e men che meno una “esperienza”. Si tratta bensì di un pezzo di storia del nostro Paese, una delle parti più belle e più vicine a quel “l’Italia ripudia la guerra”: è la speranza di un nuovo modo di affrontare le controversie internazionali, ancora una volta così attuali e vicine. Si tratta di una alternativa concreta, che funziona (come confermano i numeri), ed è una modalità di intervento decisamente meno dispendiosa di quella militare. Soprattutto l’intervento di civili non armati e nonviolenti in zone di guerra costituisce una storia diversa che apre prospettive nuove, che non crea più “assenza di guerra” ma “pace”, non più “rapporti di forza”, ma “forza dei rapporti”».
Oggi Operazione Colomba non celebra se stessa, ma piuttosto la tenacia di migliaia di persone che in tutto il mondo credono che una alternativa nonviolenta alla guerra esista.
Continuiamo a vivere con il desiderio della Pace, per questo diciamo che non vorremmo mai più celebrare anniversari. Vorremmo che domani Operazione Colomba non esistesse più, perché non esisteranno più guerre nel mondo.