Indietro
menu
femminicidio a rimini

"Voleva lasciarmi e io l'ho uccisa", l'assassino di Noelia scoppia in lacrime

In foto: La salma di Noelia Rodriguez viene portata fuori dall'abitazione
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 23 mag 2022 20:08 ~ ultimo agg. 24 mag 14:56
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

“Voleva lasciarmi e io l’ho uccisa”. Con la voce rotta dal pianto l’assassino reo confesso Maximo Aldana De La Cruz ha raccontato nel corso dell’interrogatorio di garanzia, con l’aiuto di un interprete, cosa è accaduto dentro l’appartamento di via Dario Campana a Rimini, dove giovedì scorso è stato arrestato dalla polizia dopo aver tolto la vita alla donna che voleva sposare, la 46enne connazionale Noelia Rodriguez, arrivata in Italia 10 mesi fa.

L’uomo aveva lasciato il Perù per raggiungerla, si era da poco trasferito a Milano – dove lavorava in una polleria – con l’intenzione di convolare finalmente a nozze dopo 17 anni di relazione. Noelia, invece, aveva deciso di lasciarlo, era stata chiara, e quando giovedì scorso ha accettato di vedere Maximo temeva potesse succederle “qualcosa di brutto”, come aveva confidato ad un’amica alla quale aveva consegnato il proprio passaporto per paura che l’uomo volesse obbligarla a fare ritorno in patria con lui. Un presentimento divenuto realtà.

Questa mattina, nel carcere riminese dei Casetti, alla presenza dei pm Stefano Celli e Davide Ercolani, e del gip Vinicio Cantarini, il 54enne peruviano si è mostrato lucido nel suo racconto. Quando Noelia è rientrata da lavoro ha cercato di abbracciarla, lei però lo ha allontanato, si è girata e lui le ha conficcato un coltello da cucina con una lama seghettata di 12 centimetri nella schiena. La donna ha urlato, è crollata sul pavimento e lui a quel punto si è accanito colpendola per 20 volte, all’addome, in testa, dietro l’orecchio. A nulla è valso il disperato tentativo di fermarlo da parte della figlia di lui, Beatriz, 27 anni, che viveva in casa con l’ex compagna del padre. La giovane se l’è cavata con alcune ferite superficiali alla mano destra e all’addome.

L’indagato ha spiegato di aver cresciuto in Perù i tre figli della donna (avuti con un altro uomo), in particolare il più piccolo, che ora ha 18 anni. Ha chiesto a giudice e pm se fossero al corrente di quello che era successo alla loro madre. Poi il pensiero del 54enne si è spostato sulla figlia: “Come sta?”, ha chiesto in lacrime. Infine ha aggiunto un dettaglio non ancora emerso circa la relazione con Noelia:Due settimane fa l’avevo raggiunta a Rimini e avevamo dormito insieme, sembrava andasse tutto bene“.

Un femminicidio di rara brutalità quello compiuto da Maximo Aldana De La Cruz, difeso dagli avvocati di fiducia Maria Rivieccio e Luca Montebelli. Il giudice, che questa mattina ha convalidato l’arresto e confermato la custodia cautelare in carcere, nell’ordinanza ha parlato di “malsana pretesa” da parte dell’indagato “di rivendicare il possesso della compagna”.