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venerdì 24 giugno 2022
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Calcio Serie D

Rimini-Seravezza Pozzi Calcio 3-0, il dopogara

In foto: L'abbraccio tra Marco Gaburro e Avio Landi
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 8 minuti
dom 8 mag 2022 18:45 ~ ultimo agg. 9 mag 17:53
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Le dichiarazioni al termine di Rimini-Seravezza Pozzi Calcio 3-0 (vedi notizia).

Avio Landi, allenatore del Seravezza Pozzi Calcio: “Diciamo che è stata una partita abbastanza complicata per noi, nel senso che l’avevamo preparata in una maniera e siamo stati puniti subito, dopo quattro minuti su una distrazione. E da lì la partita si è messa un po’ in salita. Siamo stati bravi, siamo rimasti dentro la partita, poi sicuramente il secondo gol è quello che ci ha tagliato le gambe. Dobbiamo fare i complimenti al Rimini, una squadra organizzata, una squadra fortissima. E adesso ci lecchiamo le ferite e prepariamo la partita di domenica”.

Con il vantaggio lampo del Rimini non avreste potuto fare qualcosa di più? “Avremmo potuto fare qualcosa di più, però avevamo preparato una partita nell’arco dei 90 minuti, e purtroppo quando volevo fare qualcosa per aggiustare la squadra e renderla più offensiva abbiamo preso il 2-0. E dopo il 2-0 è stata un’altra partita. Comunque va fatto un applauso a questi ragazzi che si sono salvati oggi, abbiamo la matematica con due giornate d’anticipo. Domani riposiamo e da martedì prepareremo la partita col Ghivizzano”.

Marco Gaburro, allenatore del Rimini F.C.: “Penso che il primo gol sia frutto della preparazione della partita e di come siamo arrivati alla gara. È uscita anche una bellissima giocata. Penso che la chiave di oggi era il prepartita. Poi è chiaro che durante la gara bisogna essere concentrati il triplo rispetto al solito, bisogna non concedere niente, bisogna non permettere nemmeno a mezza cosa che possa diventare palla gol. Finché non si fa il 2-0 si è comunque sempre in bilico. E le parole d’ordine oggi erano tranquillità da un lato e testa dall’alto. E oggi penso che i ragazzi siano stati proprio bravi a interpretare questo messaggio che io avevo lanciato. Non era una partita da dentro o fuori, non bisognava cercare i tre punti a tutti i costi, bisognava giocare secondo me con la testa, e penso che si sia visto questo dal di fuori. Quindi, sono contento per i ragazzi perché abbiamo fatto una settimana un po’ di alti e bassi, siamo stati a Carpi in quella situazione, dopo tre giorni giocare una partita comunque così delicata sul piano dell’importanza del risultato più che della partita dal punto di vista tecnico richiede avere la testa al posto giusto, i nervi salvi e le idee chiare anche su quello che è il proprio valore”.

Il gol dopo due minuti ha aiutato parecchio anche dal punto di vista mentale. “Sicuramente sono partite che sei vai sotto tu diventa magari una partita più nervosa, dove devi buttarti in avanti, dove ti esponi. Se vai in vantaggio puoi continuare a fare quello che avevi preparato prima chiaramente in vantaggio, con un bonus diciamo di errore in più. Il gol ha aiutato, ma se avessimo fatto un gol su un errore degli altri allora potremmo dire “ha aiutato”, invece il gol ce lo siamo andati a prendere, con una bellissima verticalizzazione, con una gran giocata di Tonelli in area. Ripeto: è frutto di come loro sono arrivati a questa partita”.

Il più è fatto? Si può dire in questo momento? “Molto è fatto. Poi io penso che, lo abbiamo visto anche dai risultati di oggi, le partite si devono giocare tutte e bisogna avere l’umiltà e la concentrazione per sapere che ci serve un punto e dobbiamo andarcelo a prendere nelle prossime due partite. Sappiamo che abbiamo tutto quello che serve per andarcelo a prendere, però bisogna giocare le partite e portare a casa i risultati. Siamo fiduciosi, concentrati, e da questo punto di vista guardiamo avanti”.

Come si fa a cambiare pelle così in tre giorni? “Io penso che la partita di mercoledì paradossalmente abbia aiutato a preparare questa nel senso che abbiamo visto cosa succede se siamo agitati. Abbiamo visto come siamo quando siamo così, e quindi abbiamo lavorato due-tre giorni per cercare di capire come non dovevamo essere. Però avevamo un esempio recente sotto gli occhi, e quella cosa secondo me ha equilibrato un po’ le cose perché queste sono partite diverse da quelle che fai durante la stagione. Noi avevamo ancora addosso un po’ troppa frenesia perché è frutto del nostro modo di giocare, cioè noi siamo una squadra che solitamente aggredisce altissimo, non fa respirare. Abbiamo avuto un momento in cui magari la gamba ci ha accompagnato meno in certe situazioni, quindi ci siamo un po’ allungati. Oggi abbiamo fatto una partita molto più intelligente, senza sbilanciarci mai, senza farci prendere mai in mezzo. È quello che serve in questo momento secondo me”.

Il Rimini ha trovato subito il vantaggio, ma non è riuscito poi a chiudere il match nel primo tempo, nonostante la superiorità territoriale. “Io penso che bisogna essere equilibrati e onesti anche in questa cosa. Noi abbiamo avuto tre-quattro situazioni nel primo tempo in cui avremmo potuto fare gol, però non è che ci siamo mangiati dei gol clamorosi, abbiamo fatto delle conclusioni che avremmo potuto fare meglio, abbiamo avuto delle conclusioni di testa. Sono frutto di un grosso volume di gioco, però non è che sono quelle le palle che tu dici: ci siamo mangiati dei gol. Abbiamo dato continuità alla fase di possesso talmente tanto che poi nel momento iniziale del secondo tempo le abbiamo concretizzate anche. Però non è una di quelle partite in cui puoi stare a dire che ti sei mangiato tutti questi gol. Diciamo che giocando tanto nella loro metà campo e arrivando spesso al limite dell’area abbiamo avuto tante situazioni che avrebbero potuto trasformarsi in gol, però non sarei così critico nei confronti della nostra fase di conclusione oggi, perché poi nei momenti veri, cioè quando bisognava fare gol veramente, oggi abbiamo fatto gol”.

Domenica prossima il Rimini cercherà la promozione ed il Sasso Marconi, avversario dei biancorossi, la salvezza. “Le partite vere mi sembra siano tutte. In Italia sono tanti anni che le partite sono sempre vere, mi sembra, per fortuna. A volte tu giochi delle partite, come oggi, vere contro una squadra che è serena. E quindi è una squadra che se tu ti trovi in una giornata negativa e lei trova qualche giocata, siccome non ha niente da perdere, ti può fare più male rispetto a una squadra più nervosa. Però poi vogliamo sempre il contrario. Io penso che una squadra tranquilla quando gioca contro di te è serena, sbarazzina, e può anche serenamente trovare un colpo contro di te. Una squadra che si gioca tanto chiaramente mette sul piatto anche quello che rischia lei. Ma io credo che in questo momento sia sempre un confronto di valori e un confronto di potenziale, un confronto di testa, cioè noi siamo una squadra che comunque è sempre stata molto regolare. Non penso che si possa portare la partita di Carpi come un esempio di una squadra che fosse particolarmente in difficoltà. Io penso che chi l’ha vista, più che chi ha visto il risultato, abbia capito che giornata sia stata. Però, tolta quella partita, il Rimini ha sempre fatto il Rimini, lo ha fatto anche in casa con il Ghiviborgo quando ha preso un gol al 93° all’incrocio dei pali. Però in un volume di partite che vengono fatte durante una stagione situazioni così cascano e, come abbiamo visto, cascano anche per gli altri. Quindi io credo che noi dobbiamo stare tranquilli, concentrati e fare quello che sappiamo fare, solo questo. A prescindere che si giochi a Sasso Marconi o che si giocasse a Seravezza o a Trezzo. In questo momento le partite passano attraverso quello che tu fai, e noi dobbiamo fare ancora un passo, lo sappiamo e andiamo a cercare di farlo”.

Lorenzo Contessa, difensore del Rimini F.C.: “Per fortuna il gol è arrivato, dopo se arrivava da me o da qualcun altro non importava, l’importante era farlo. Per fortuna è capitato a me, mi sono fatto trovare pronto e sono contentissimo per questo mio gol e per aver dato una mano alla squadra”.

Quasi un segno del destino visto che è ha giocato al posto di Haveri, che ha avuto un problema ad un polso. “Chiamiamolo segno del destino, io al destino credo sempre. Se ha voluto che fosse così oggi sono stato davvero contento perché un po’ mi sento di dirmelo che me lo meritavo perché dopo un anno difficile, perché bisogna essere onesti: è stato un anno un po’ difficile per me, per fortuna è arrivata una gioia, e sono contento che sia toccata a me”.

Dove l’ha vinta il Rimini questa partita? “L’abbiamo vinta dal fischio d’inizio, con la mentalità giusta: siamo andati a prenderli tutti insieme, coordinati, uniti. Da dietro parlavamo tutti insieme. Insomma, è stata una partita vinta mentalmente soprattutto, ma poi anche tecnicamente abbiamo fatto il nostro, come sempre”.

C’è una dedica per questo gol? “La dedica è per i miei genitori e soprattutto per mia mamma, oggi è la festa della mamma e colgo l’occasione per fare gli auguri a tutte le mamme. Questo gol è per lei, e anche per mio papà, per mio fratello e per mio nonno soprattutto”.

Alessandro Pari, centrocampista del Rimini F.C.: “Dal primo minuto ho visto un atteggiamento di squadra giusto, propositivo, aggressivo. E infatti abbiamo trovato subito il gol che ci ha spianato la strada. Sicuramente il gol ci ha aiutato tanto, ma allo stesso tempo abbiamo continuato a macinare gioco, soprattutto nella loro area di rigore, e abbiamo avuto molte occasioni, addirittura nel primo tempo, per raddoppiare, quindi avremmo potuto chiuderla già nel primo tempo. Non siamo stati bravi, ma a inizio ripresa abbiamo trovato il secondo gol e la partita si è incanalata nel migliore dei modi”.

Oggi l’elemento più importante era la testa, e in quest’ottica il gol al 2′ di gioco vi ha aiutato. “Sicuramente trovando il gol subito la testa ti si ammorbidisce, riesci a essere più lucido. A Carpi e, soprattutto, in casa con il Ghivizzano, che non siamo riusciti a chiuderla, l’aspetto mentale è venuto un po’ fuori. A Carpi non abbiamo giocato secondo le nostre potenzialità. Però sono momenti della stagione: magari contribuisce anche un po’ di stanchezza, siamo alla fine. So che non ci devono essere queste interruzioni, purtroppo è capitato, siamo stati bravissimi a ripartire da dove avevamo lasciato il nostro percorso. Ora le partite si giocano per il 90% con la testa, e non sono partite normali, durante la stagione sono diverse. Adesso è tutto un altro giocare, soprattutto di testa e di voglia: quello fa la differenza in questo momento”.

Ci siete quasi. “Quasi. È domenica che dobbiamo chiuderla definitivamente. Ancora manca un passo, uno però manca. Quindi non ci dobbiamo montare la testa, ma restare lucidi, allenarci bene come abbiamo sempre fatto durante tutto l’anno, tutti insieme, dal primo all’ultimo componente della squadra, e domenica fare la migliore partita e cercare di andare a vincere perché è quello che ci ha contraddistinto tutto l’anno questo carattere”.

Federico Mencagli, attaccante del Rimini F.C.: “È stato importante per me, ma soprattutto per la squadra perché venivamo da tre giorni a cui non eravamo abituati, quindi aver sbloccato subito la partita è stato importante. Credo poi nell’arco di tutti i 90 minuti non c’è mai stato il pericolo di non poter portare a casa la vittoria. Oggi eravamo presenti di testa, fisicamente, si è vista la differenza di qualità tra le due squadre”.

Un gol abbastanza facile per un attaccante, grazie ad un grande assist di Tonelli. “Veramente mi avrebbe dato anche un altro pallone bello per un colpo di testa con il quale non sono riuscito a far gol. Però, ripeto, sono contento, manca poco, ancora dobbiamo essere presenti di testa, allenarci bene. Dobbiamo affrontare questa settimana con gioia perché possiamo raggiungere un obiettivo a cui lavoriamo da tanto, dai primi di agosto. Quindi deve essere una settimana di grande concentrazione, ma anche di grande gioia perché siamo vicini all’obiettivo che ci stiamo meritando e quindi dobbiamo affrontare questa settimana con questo spirito”.

In questa stagione il Rimini ha fatto pochissimi passi falsi. Forse una delle poche partite sbagliate è stata quella di Carpi. La reazione si è vista dal primo minuto. “È stata la prima sconfitta quest’anno che abbiamo meritato, le altre tre volte per episodi non siamo stati fortunati, invece mercoledì merito loro e demerito nostro, è stata una partita che hanno meritato di vincere. Quindi era importante partire subito bene, ma ce lo siamo detti fin da giovedì mattina, e abbiamo dimostrato ancora una volta tutta la nostra forza fisica, tecnica, mentale. Era importante e anche oggi ci siamo riusciti”.

Una provocazione: questa settimana si allenerà solo sui colpi di testa? “È sempre stato un mio difetto il colpo di testa, non sono mai stato particolarmente incisivo. Non ho mai fatto tantissimi gol di testa. Un’occasione non sono riuscito a sfruttarla, nell’altra ci sono arrivato andando un po’ all’indietro, invece il primo era piuttosto facile. L’importante erano i tre punti, avere vinto, e continuare così”.

La sconfitta del Lentigione a Milano con l’Alcione (7-3 il finale) non è una brutta notizia per il Rimini, con gli emiliano adesso a -9 e quindi fuori dai giochi. “Non è male, ma noi forse abbiamo perso un po’ troppe energie nel guardare i risultati degli altri e siamo incappati in questa sconfitta mercoledì. Noi sappiamo che ci manca un punto in due partite ma domenica prossima andiamo là con l’obiettivo di vincere e chiudere la pratica prima dell’ultima giornata”.

C’è una dedica per il suo gol che le ha permesso di raggiungere a quota 13 Gabbianelli nella classifica marcatori? “Dedico il gol alla famiglia, alla futura moglie, alla mamma, che oggi è venuta a vedere la partita ed è la sua festa, e quindi è una gioia in più. Poi anche a me stesso e a tutti i compagni”.