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caos in via covignano

L'arresto per resistenza svela il suo passato da ultras violento

In foto: il tribunale di Rimini
di Lamberto Abbati   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 14 apr 2022 17:41 ~ ultimo agg. 15 apr 10:54
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Venti minuti di follia ieri sera (mercoledì) in via Covignano a Rimini, dove un muratore senegalese di 63 anni ha seminato il caos prima di essere arrestato poco prima delle 21 dagli agenti delle Volanti.

L’extracomunitario, in evidente stato di alterazione psicofisica da abuso di alcol, prima ha molestato alcuni clienti di un bar e urinato contro il dehor, poi si è allontanato lungo via del Pino ha scalciato alcune auto in sosta, attirando l’attenzione di alcuni residenti. “Siete degli italiano di me…a e razzisti, scendete che vi taglio la testa”, li ha sfidati dalla strada. Alla vista delle Volanti il muratore è diventato ancora più aggressivo: ha lanciato lo zaino contro i poliziotti e si è rifiutato di fornire i propri documenti.

Poi all’improvviso ha recuperato lo zaino ed estratto una mazzetta da muratore con la quale ha cercato di colpire un agente, che però l’ha prontamente disarmato. Quando l’uomo sembrava essere tornato collaborativo, ecco che ha colpito con un pugno al petto uno dei quattro poliziotti, che a quel punto non hanno avuto altra scelta se non quella di immobilizzarlo e condurlo in questura. Durante il tragitto il senegalese ha continuato a insultare i poliziotti, a tirare calci al finestrino e allo sportello della Volante.

Scene identiche si sono ripetute anche in questura, dove ha sputato all’indirizzo degli agenti e sferrato calci contro la porta della cella di sicurezza. Dichiarato in arresto per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale e oggetti atti ad offendere, questa mattina è comparso in tribunale per la convalida dell’arresto e la direttissima. Nel corso dell’udienza è emerso il suo passato da ultras violento. Infatti dal 2011 al 2016, il senegalese ha accumulato diversi procedimenti tutti per resistenza a pubblico ufficiale, che lui stesso ha spiegato al giudice così: “Ero un ultras del Cesena (la città dove risiede, ndr) e della Juve, spesso andavo allo stadio e quando la squadra perdeva sfogavo la mia rabbia contro forze dell’ordine e tifosi avversari”. Assistito dall’avvocato Gianluigi Durante, il 63enne ha patteggiato un anno e un mese di reclusione.