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Tensioni verso il voto

Divieto di affissione contestato. Cecchetto passa alle vie legali

In foto: il rendering del maxiposter
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 23 apr 2022 16:34
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Claudio Cecchetto, candidato sindaco a Riccione, aveva annunciato per oggi la presentazione del suo programma elettorale e delle quattro liste civiche a sostegno. Alla vigilia però della conferenza stampa, convocata al Blue Bar di viale Ceccarini, è arrivato il dietro front per “motivi scenografici”. “Ci hanno impedito di allestire quello che avevamo organizzato” spiegava laconicamente il candidato. Ma la vicenda oggi assume nuovi contorni. “Con il mio ufficio legale prepareremo una diffida comprensiva di richiesta danni relativa al divieto di affissione in viale Ceccarini del mio Maxi-poster come candidato sindaco – scrive Cecchetto –. Doveva essere montato dalla concessionaria dello spazio venerdì mattina ma è arrivato il divieto di affissione da parte di Giulio Mignani di Forza Italia, uno dei proprietari dello spazio pubblicitario”. Al Corriere Romagna Mignani, la cui farmacia si trova proprio sotto l’area dove doveva avvenire l’affissione, spiega che l’amministrazione può autorizzare il passaggio dei mezzi ma si tratta di una proprietà privata.
La maxi-affissione – prosegue invece Cecchetto – è stata acquistata e pagata regolarmente e successivamente bloccata dal candidato della coalizione di centrodestra. Non è stata data una giustificazione tecnica, perché non ce ne sono, o di regolamento d’affissione (l’agenzia avrebbe dovuto saperlo) ma solo una motivazione personale e privata. Già da mercoledì si era capito che c’era l’intenzione da parte del Comune di bloccare l’affissione negando l’ingresso del camion-gru. Oltre al danno economico (recuperabile legalmente) c’è un danno per la mancata comunicazione elettorale, irrecuperabile, ed un danno d’immagine oltre che al sottoscritto anche alla lista che rappresento. È stato quindi impedito di informare con il manifesto della mia candidatura, comunicazione che può essere fatta per legge solo entro il 12 maggio. Oltre tale data non è più possibile utilizzarlo”. “La comunicazione – aggiunge Cecchetto – non è fuori legge, non va contro il decoro pubblico o personale, né la morale ed è simile ad altre comunicazioni esposte in questo periodo (come, ad esempio, la maxi-affissione sopra la Mondadori di viale Dante). La “censura” è resa più grave dal fatto che il blocco è stato fatto da un avversario politico e, come diceva Andreotti, “a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina”. Questa è la Riccione che non vogliamo, la Riccione che dice sì o no a seconda dei propri interessi personali o politici. Che limita la libertà di espressione facendo passare per logiche, motivazioni di solo interesse di parte. Questa è solo un’affissione. In futuro i veti sul resto potrebbero essere più preoccupanti. Proviamo a cambiare?” conclude il candidato sindaco.